Alcool e droga, giovani senza controllo in Molise?

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“Bisogna scendere in guerra contro la droga, chiedo un “arruolamento” a tutti voi”. E’ l’appello del Procuratore della Repubblica di Campobasso, Nicola d’Angelo a tutta la società civile. La Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise, peraltro composta di numerosi magistrati, aderisce all’appello del dottor D’Angelo ritenendo che il problema sia di notevole gravità. Dai dati ufficiali in Molise ci sono circa 1.300 persone in trattamento ai Servizi per le dipendenze (Serd), per dipendenza da oppiacei.

Aggiungiamo noi la stessa problematica esiste anche per l’abuso di sostanze alcoliche da parte dei giovani molisani. Dai dati in nostro possesso ci sarebbero circa 1000 persone ad avere problematiche serie con l’abuso di alcol. Concordo con il procuratore di Campobasso: “Non c’è consapevolezza del fenomeno e della dimensione numerica del problema e questo avviene anche nelle famiglie”. Per quanto riguarda la nostra associazione accenderemo certamente un faro su questi temi. Alcool e droghe sono un binomio ad alto rischio per i nostri giovani. In provincia di Campobasso sono stati più di 120 i giovani under 20 che nel 2015 – ultimo dato disponibile – hanno fatto uso di cannabinoidi. Di questi, la metà sono minorenni.

Va precisato che il numero fa riferimento solo a chi è ricorso alle cure e non è rappresentativo del consumo effettivo. La cannabis è la sostanza stupefacente più abusata in Italia nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni, seguita da cocaina e dal ritorno dell’eroina. Quanto all’uso di bevande alcoliche, le prime sbronze si registrano tra studenti delle medie mentre il «binge drinking», l’assunzione smodata di alcool, è un fenomeno preoccupante tra gli adolescenti (in Basso Molise ci sono stati casi di coma etilico). I giovani si stordiscono per essere accettati dal gruppo, per rilassarsi, per essere meno insicuri. In tal senso autorevoli studi sulle dipendenze che cercano di fotografare un disagio sociale in continua crescita. Alcol e droga fino a quando la serata non degenera, concludendosi in un letto di ospedale. E’ accaduto lo scorso 12 giugno a Termoli un caso di abuso di bevande alcoliche sul lungomare con coma etilico e ricordo dei due minorenni al pronto soccorso.

Oggi i giovani comprano la droga o l’alcol e poi decidono di consumarli, se hanno deciso di ubriacarsi bevendo fino al coma etilico o decidono di regolare le loro dispute amorose a suon di pugni o peggio con l’uso di armi improprie. Chi fa uso di sostanze stupefacenti o alcool fino ad arrivare al necessario intervento di personale medico, sia soggetto a una sanzione alternativa e obbligato a un percorso di recupero sanitario come accade a chi alla guida di un veicolo sia stato trovato in possesso di tasso alcolico eccessivo. Sarebbe opportuno aumentare le risorse a disposizione per progetti di prevenzione con operatori specializzati. Ovviamente non sarebbe un intervento risolutivo, ma un passo utile, fermo restando il dialogo tra giovani e genitori, che deve sempre restare aperto.

Anche la scuola ha il suo ruolo. Quest’ultima, anche in collaborazione con enti e associazioni, è il luogo privilegiato per la formazione dei futuri cittadini, il luogo dove gli studenti hanno modo di imparare a stare con gli altri, acquisire valori, informazioni, conoscenze, per diventare adulti responsabili. L’esperienza adolescenziale è quella in cui i giovani cercano di crearsi un loro mondo, spesso vietato agli adulti. Si formano due mondi paralleli, sarebbe ingiusto criminalizzare i genitori anche perché i giovani che eccedono con alcool e droghe spesso non provengono da famiglie problematiche. Siamo di fronte a fenomeni sociali trasversali a qualsiasi categoria. Occorre agire e presto prima che i danni siano irreparabili.

Vincenzo Musacchio – Direttore scientifico “Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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