Individuato l’assessore donna della Giunta Frattura

1979

jessrabb1La nomina dell’assessore donna nella regione Molise sarà un’innovazione epocale, un’idea geniale, un colpo da teatro che farà giustizia di questi mesi di trepidazione e indecisione. Il Presidente Frattura, in collegamento con l’intera maggioranza del centro sinistra al governo e con l’ausilio di uno dei più formidabili think thank in materia di innovazione tecnologica operanti in Italia (“Casaleggio ci fa un baffo” è il loro motto) hanno individuato la soluzione tecnico politica più adatta per la rognosa situazione.

Dopo aver scartato Nunzia Lattanzio (“troppo rompiballe” la motivazione ufficiale), aver scartato Angiolina Fusco Perrella (“troppo di Bojano”, la motivazione ufficiale) dopo aver inutilmente chiesto prima a Vincenzo Cotugno e poi al designato, “mister gratta e nomina” Riccardo Tamburro di fare un outing stile Vladimir Luxuria, dopo aver battuto inutilmente con una Fiat Panda vecchio modello tutta la provincia di Isernia con un megafono montato sul cofano che strillava “Donne è arrivato l’arrotino, il politico dal naso fino! Sei donna? Sei del Partito Democratico? Hai voglia di fare l’assessore regionale? vieni al nostro banco itinerante e candidati!”alla fine la soluzione è arrivata. Una soluzione geniale, una soluzione che proietterà il Molise, con merito, sulle prime pagine della cronaca nazionale e mondiale. Qual’è la soluzione? Semplice. Per la prima volta l’assessore regionale sarà un cartone animato olografico, in tre dimensioni, con un software capace di interagire, un software evoluto che lo renderà umanizzato. E l’assessore  sarà, dopo una lunga trattativa con la multinazionale detentrice dei diritti, nientepopodimeno che Jessica Rabbit, la formosa protagonista del film d’animazione “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”. L’incredibile soluzione ha una marea di lati positivi: la visibilità mondiale per il Molise, l’avere un membro di Giunta che non rompe le scatole, l’avere un membro di Giunta che, tranne i diritti al proprietario del marchio non ha bisogno di indennità, di portaborse, di uffici, di autoblu e di carte di credito , l’avere un assessore che si può accendere e spegnere quando si vuole, di avere un assessore di bella presenza, provocante e ammaliante, da cui però non puoi essere accusato di sessismo. Perchè, lo ricordiamo, Jessica Rabbit ti risponderebbe con semplicità “non sono io ad essere così, ma è il disegnatore che mi ha voluto così”.

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