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Omicidio stradale. A.N.E.I.S.: anche i più alti vertici della magistratura stigmatizzano la nuova legge

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Ancora una volta non si garantisce alle vittime e ai loro famigliari un adeguato e tempestivo risarcimento. Con un'intervista a tutta pagina su "Il Corriere della Sera", il Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Dr. Piercamillo Davigo ha dichiarato che la recente approvazione della legge sull'omicidio stradale è una cosa "priva di senso", aggiungendo  che ".per l'omicidio stradale la pena è talmente alta che tra un po' a qualcuno converrà dire che voleva ammazzare, per rispondere di omicidio volontario.".

"Ciò che risulta ancor più incomprensibile ed incoerente di tale nuova legge - commenta Giovanni Polato, Presidente A.N.E.I.S. (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale)  - è che a fronte di tanto accanimento contro l'indagato per un reato riconducibile a condotte imprudenti, non risulta un equivalente accanimento nei confronti di chi deve riparare il danno con un giusto risarcimento. Ancora una volta - continua Polato - Governo e Parlamento non hanno inteso dedicare un solo articolo che garantisse alle vittime ed ai loro famigliari un adeguato e tempestivo risarcimento, lasciando così mano libera alle Compagnie di assicurazione, che potranno continuare a beneficiare dei tempi infiniti della malagiustizia italiana. E' stata persa un'occasione - conclude Polato - per dare certezze e tempistiche inderogabili entro le quali i risarcimenti dovrebbero essere liquidati, stabilendo contemporaneamente pesanti sanzioni alle compagnie di assicurazione inadempienti".

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