Nuova bufera su Trump: «Ordinò all’Fbi di insabbiare il Russiagate»

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Il New York Times rivela che James Comey, l’ex direttore dell’Fbi licenziato da Trump, avrebbe tenuto un diario degli incontri con il presidente
- In quel diario Comey scrive che Trump gli avrebbe indicato di «lasciar perdere» le indagini sul generale Flynn, ex consigliere della sicurezza nazionale, e sui suoi contatti con Mosca
- Se questo venisse confermato, per Trump si tratterebbe di un caso di enorme gravità. La Casa Bianca smentisce

di Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington per www.corriere.it

Le pressioni di Donald Trump e le carte di James Comey. I due si videro il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Ma il direttore dell’Fbi uscì con una sensazione di rischio da quell’incontro, come annotò nei suoi appunti personali: «Il presidente mi ha chiesto di lasciare cadere le indagini su Michael Flynn», il consigliere per la sicurezza nazionale, che si era dimesso il giorno prima. Il Federal Bureau aveva aperto un’inchiesta, ancora in corso, sui contatti tra Flynn e personaggi collegati al Cremlino, prima e dopo la vittoria elettorale di Trump. «Lo lasci andare, è una brava persona», si legge nel memo di Comey, secondo la ricostruzione pubblicata dal New York Times. «Sì è una brava persona», convenne il super poliziotto, ma non disse nulla sulle indagini. La Casa Bianca ha diffuso una nota per smentire la versione del quotidiano americano: «Il presidente ha ripetutamente affermato che il generale Flynn è un uomo perbene…, ma non ha mai chiesto al signor Comey o a chiunque altro di chiudere le indagini, comprese quelle che riguardano Flynn. Il presidente ha il massimo rispetto per i nostri organismi investigativi». Il “memo” di Comey ha chiuso un’altra giornata convulsa a Washington, sempre nel segno della Russia. Di prima mattina tiene banco la polemica sulle informazioni riservate rivelate da Trump al ministro degli Esteri Sergei Lavrov e all’ambasciatore russo a Washington, Sergei Kislyak, lo scorso 10 maggio. The Donald sterza bruscamente su Twitter, mandando all’aria le carte preparate dal suo staff e la versione diffusa l’altra sera dal consigliere per la sicurezza nazionale, il generale Herbert Raymond McMaster. «Nella mia qualità di presidente ho voluto condividere con la Russia, come ho assoluto diritto di fare, informazioni riguardanti il terrorismo, l’Isis e la sicurezza dei voli. L’ho fatto per ragioni umanitarie e inoltre perché voglio che la Russia aumenti il suo impegno contro l’Isis e il terrorismo».

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