Milano, militari e agente accoltellati da un ventenne in Stazione Centrale

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Giovedì sera, alle 20, un giovane ha accoltellato un poliziotto e due militari alla Stazione Centrale di Milano- Il giovane, un ventenne italo-tunisino, in passato già arrestato per spaccio di droga, si è ribellato durante un normale controllo. È stato arrestato per tentato omicidio- Secondo gli inquirenti, l’accoltellatore stava vivendo un periodo di radicalizzazione. Il degrado in Stazione Centrale e la marcia antirazzista che divide .

di Andrea Galli e Cesare Giuzzi

Una felpa nera. Il cappuccio calato sulla testa. «Attaccava briga con chi passava», hanno raccontato i poliziotti. E per questo dopo averlo seguito per un po’ la pattuglia mista — un soldato semplice e un caporalmaggiore dell’Esercito più un agente della Polfer di 20 anni — hanno deciso di fermarlo. «Teneva una mano nella tasca della felpa, come se nascondesse qualcosa».

La dinamica

Milano, ore 20.06, piano ammezzato della stazione Centrale. Il corridoio è quello che porta al bar Segafredo. I soldati e il poliziotto si avvicinano. «Scusa, documenti?». Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, 21 anni il prossimo 17 agosto, nato a Milano da padre tunisino e madre italiana, si volta, estrae la mano che stringe un coltello da cucina. Non dice una parola. Sferra un colpo al collo del soldato: la ferita è a pochi centimetri dalla giugulare. Poi si volta e colpisce l’agente della Polfer al braccio: la lama si ferma contro l’omero, «Mi sono salvato solo perché sono balzato indietro», racconta l’agente. Il secondo militare viene ferito solo di striscio. Hosni ha in tasca un altro coltello da cucina, ma non farà in tempo ad usarlo. In pochi secondi riescono a immobilizzarlo. Lo buttano sul pavimento e lo consegnano a un’altra pattuglia della Polfer arrivata in ausilio. Tutto avviene davanti a una telecamera di sorveglianza.

 

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