Chiusura di chirurgia senologica a Isernia: ennesimo attacco al diritto alla salute in nome di assurdi parametri capitalistici

Riceviamo e pubblichiamo

La paventata chiusura del reparto di senologia di Isernia è un ulteriore attacco al diritto alla salute per la popolazione femminile e per i relativi familiari della provincia di Isernia e delle province vicine.
Un servizio che da anni ha peraltro garantito una buona qualità, non può essere smantellato in nome di arbitrari ed assurdi parametri ragionieristici (…250 mila abitanti..) che non tengono in minimo conto le specifiche realtà territoriali: 250 mila persone concentrate in una città sono ben altra cosa dalla stessa massa popolare distribuita su realtà urbane di minori dimensioni in una intera regione, peraltro in molte zone con collegamenti stradali e servizi di trasporto pubblico del tutto insufficienti.
Sono solo pretesti: continuare a distruggere i servizi essenziali in nome di una finta “razionalizzazione”, a partire dalla sanità pubblica, per dirottare risorse in favore dei grandi gruppi finanziari sotto forma di interessi sui titoli del debito pubblico acquistato con il frutto delle loro grandi ruberie sociali, oltre che per favorire le speculazioni della sanità privata, sprechi e corruttele.
Ed è emblematico l’ultimo esempio locale: mentre si chiude un reparto sanitario così importante ad Isernia, l’amministrazione comunale della stessa Isernia esulta per l’ulteriore sperpero di 10,5 milioni di euro destinati a “completare” il mega spropositato auditorium, peraltro già oggetto di scandalo e di inchieste giudiziarie, fonte di saccheggio erariale e ulteriore spropositata cementificazione della città.
Aveva ragione il sempre attuale Marx: questi governi centrali e locali di ogni colore (dalla becera destra di Salvini, Berlusconi e Meloni sino al PD liberale, con i loro epigoni regionali e locali) , altro non sono che i comitati di affari delle varie lobby capitalistiche e finanziarie che, in nome del profitto lecito e illecito fatto spese dei lavoratori e dell’erario, non indugiano con i loro pretestuosi “parametri” a chiudere un eccellente servizio di chirurgia senologica, tanto importante per centinaia di donne della nostra provincia e di quelle confinanti.
Sono necessarie mobilitazioni permanenti e forme di lotta sempre più radicali, un diffuso risveglio sociale e di lotta a partire dalla classe lavoratrice, per fermare la distruzione di quel che rimane dei servizi essenziali sul territorio.
Su queste basi il Pcl sostiene, pur con la attuale modestissima propria forza, le lotte e i presidi innanzi al Consiglio Regionale organizzati dal Comitato popolare “IN SENO AL PROBLEMA”, nella consapevolezza che anche questa battaglia per un’esigenza immediata e quotidiana del diritto alla salute, debba legarsi ad una più generale lotta anticapitalista, se si vuole porre fine alla barbarie di questi tagli antisociali, perché, in prospettiva, estinguere il capitalismo significa mettere al sicuro anche il diritto alla salute.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI -MOLISE

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