La Procura lancia l’allarme droga nel Molise/una riflessione

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La Procura di Campobasso, in un incontro meritoriamente organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Molise ha lanciato un allarme, sacrosanto. Il Molise ha un numero di tossicodipendenti enorme, superiore di gran lunga alle medie nazionali. Mi permetto però di approfondire una denuncia che l’evidenza quotidiana ci dice strafondata.

Il punto a mio modestissimo avviso è questo: l’attività di curare e lenire la piaga sociale della droga, non solo con la repressione, è un’attività necessaria. Ma cura gli effetti, non le cause. Bisognerebbe intervenire anche sulle cause, e qui i magistrati potrebbero davvero giocare un ruolo da protagonista. La droga è nella stragrande maggioranza dei casi sintomo di disagio sociale, personale e familiare.

E’un rifugio perchè non trovi lavoro, perchè tuo padre e tua madre non hanno lavoro, perchè sei allo sbando e cerchi una soluzione ad una realtà disperata. Cerchi un sollievo, un attimo di felicità in un mondo che non te ne offre. E perchè nel Molise più che in altri posti non trovi lavoro, non hai opportunità, la tua vita quotidiana è grigia, oscura, priva di possibilità e di svolte? Il fenomeno droga riguarda principalmente famiglie di reddito basso e fa il il paio con chi, avendo magari maggiori possibilità economiche manda i propri figli fuori dal Molise, fuori da una realtà che opprime,strangola, non offre prospettive di una vita migliore. Ma quali sono le cause di un siffatto, e triste, stato di fatto? Una delle cause potrebbe essere anche un livello di corruzione esagerato, che distrugge risorse, arricchisce pochi, un circolo esclusivo di famiglie molisane, e distrugge il resto del tessuto sociale.

Ricordo solo che dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia ( i cui morti sono il frutto di un appalto pubblico non realizzato a dovere, per inciso) al Molise sono state assegnate risorse per 1,3 miliardi di euro. Soldi che potevano bonificare una regione, renderla moderna, renderla attrattiva. E invece tutti sappiamo come è andata finire, e cito solo la patata turchesca a sempituro esempio di una dissipazione epocale di soldi pubblici.

Ebbene è giusto affrontare l’emergenza droga. Ma i magistrati, forse potrebbero avere un ruolo da protagonisti anche nell’inseguire e perseguire le cause di questo sostanziale disastro sociale molisano. Certo non spetta tutto a loro, ma un compito importante ce l’hanno anche loro: distruggere la cultura della corruzione e della dazione di prossimità che è imperante nella vita sociale ed economica molisana. Finora questo non è avvenuto, va detto. Per mille motivi,non dipendenti dai giudici stessi, magari di organizzazione e di scarsa dotazione di personale degli uffici giudiziari locali.

Sul flop del post terremoto di San Giuliano, un flop auto evidente le inchieste della magistratura molisana sono state sporadiche ed episodiche, senza grandi colpi di scena. La magistratura non deve sostituirsi alla politica. Ma può e deve verificare che il danaro pubblico sia utilizzato bene, in modo corretto e secondo le regole imposte dalle leggi. Perchè magari le migliaia di tossicodipendenti che si trascinano per le strade molisane sono anche figlie di un potere pubblico corrotto e distorto.

Pietro Colagiovanni

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