TARI/ Anche l’ANCI chiede ai comuni di riconsiderare gli importi

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Anche l’Anci, per il tramite del suo Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL), chiede di rivedere l’applicazione della tariffa dei rifiuti urbani per gli agriturismi. Il suggerimento dell’Anci ai Comuni pone le basi sulla “specificità dell’attività agrituristica che ha come obiettivo primario quello di recupero del patrimonio edilizio rurale e di valutare la stagionalità dell’attività e la minor capacità ricettiva rispetto agli alberghi, legata al numero massimo di posti letto offerti”.

Già nello scorso mese di aprile La Coldiretti Molise aveva inviato una missiva a tutti i Sindaci della Regione facendo proprie le motivazioni della sentenza n. 1162/2019 del Consiglio di Stato che aveva previsto per gli agriturismi una “ragionevole graduazione della somma da pagare mediante riduzioni ed esenzioni, in rapporto all’effettivo e oggettivo carico di rifiuti prodotti”.

“Gli agriturismi – spiega il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – non possono pagare la Tari come gli alberghi perché di fatto non lo sono. La stragrande maggioranza di essi non sono aperti tutti i giorni, ma di frequente solo il fine settimana e, anche nel corso dell’anno, hanno lunghi periodi di chiusura; cosicché producono necessariamente un quantitativo di rifiuti inferiore agli alberghi che restano aperti tutto l’anno, sette giorni su sette”.

Scendendo più nel dettaglio della proposta, l’IFIL fornisce ai Comuni una serie di criteri oggettivi cui basarsi: un abbattimento dell’aliquota in maniera percentuale in rapporto al numero delle presenze registrate in azienda; una percentuale di riduzione progressiva a seconda dell’ammontare dell’imposta da pagare; un abbattimento della tassa in misura percentuale sull’estensione dell’immobile utilizzato per l’attività agrituristica.

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