Il film della settimana/ Mercuriales di V. Vernier (Fra)

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di Pietro Colagiovanni*

E’ l’esordio alla regia (2014) di questo non eccessivamente giovane regista francese (è nato nel 1976), programmato al festival di Cannes nella sezione Acid. Il titolo riporta a due torri commerciali nella periferia di Parigi, le Mercuriales appunto. Da queste torri, centro di uffici e negozi, parte la narrazione filmica che si protrae per oltre 100 minuti.

Protagoniste due amiche ( scelte secondo la metrica più classica delle modelle che sfilano in passerella) di cui una moldava in cerca di lavoro a Parigi. La narrazione filmica finisce sostanzialmente qui. Vernier usa la ripresa in 16 millimetri per accentuare la presa drammatica dell’opera. Peccato solo che di presa drammatica l’opera sostanzialmente non ne abbia. Vernier promette moltissimo ma poi in realtà realizza poco.

La suggestione, a meno che non si ami la suggestione in quanto tale, svanisce dopo qualche minuto di proiezione. La trama non c’è, le attrici fumano in continuazione ma recitano in modo, diciamo così, non brillante. I dialoghi sono surreali, a volte uno potrebbe pensare demenziali. Ci sono buchi narrativi evidenti (perché, se uno proviene dalla Moldavia, ha una villa, costosa ben rifinita e a propria disposizione in Polonia? e perché tutti, moldavi, polacchi e francesi, si comprendono e parlano fluentemente tra di loro in un paesino della Polonia?) Potremmo continuare a lungo, ma ci fermiamo qui.

Mercuriales vuole colpire, vuole essere sperimentazione e suggestione, descrizione di realtà interetnica di periferia, disagio giovanile e criticarn del sistema economico precarizzante ma, alla fine, è solo un film abbastanza sconclusionato.

Voto: 2,5/5

*imprenditore, comunicatore, fondatore del gruppo Terminus
per commenti, recensioni o sollecitazioni e suggestioni cinematografiche potete contattarmi a [email protected]

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