Cucina e dintorni/ Il Molise esiste, ma non lo dice

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Per anni ci è stato detto che la nostra cucina non aveva identità, perché siamo stati sempre aggregati all’Abruzzo, di cui eravamo i fratelli poveri; ce ne siamo fatti una ragione ed a pensare senza approfondire la notizia vera sembrerebbe essere quella. Negli ultimi anni sta venendo fuori che il Molise, pur avendo gli influssi del territorio confinante, ha saputo aggiungere delle varianti, che poi lo hanno caratterizzato rispetto alle popolazioni dall’altra parte delle montagne. I cavatelli al sugo con la sugna, ma  anche taccozze, pantacce e crioli (in brodo o al pomodoro)  come tipi di pasta non saranno la novità assoluta, ma vengono conditi ed elaborati in maniera così varia e differente da paese a paese del Molise, da permetterci di dire che anche la nostra regione in cucina ha una sua identità. Il  ‘cacio e ova’ e ‘pizza e minestra’, i ‘fugnatiell’ e le frittelle di alici e baccalà in tutte le forme, il cavolfiore anch’esso in frittella, il brodetto termolese, la ventricina (che condividiamo proprio con l’Abruzzo); tutto concorre  a farci dire che siamo simili ma non uguali ai nostri confinanti. Stabilito che il Molise gastronomicamente esiste, resta da capire perché in regione nessuno abbia finora fatto molto per farlo sapere anche agli altri. Per anni sono state propagandate le presenze regionali alle fiere nazionali, che pure facevano registrare numeri minimi, mentre quelle regionali sono andate una in concorrenza con l’altra, finché non si è destinato ad altro la mega struttura di Selva Piana a Campobasso e lasciato campo libero a quella di Larino, la più antica e radicata nel tessuto agricolo-economico del Molise. Una confusione che porta a numeri minimi, sproporzionati in negativo anche rispetto a quelli demografici; ciò crea un clima di sconforto che nuoce alle esportazioni, ma anche alle vendite in generale. Oltre questo, poco o niente per promuovere il Molise, che da solo (cioè da parte del privato) adesso sta diventando gourmet, quasi senza assistenza pubblica, anzi piuttosto con qualche tentativo contrario da parte di chi dovrebbe promuovere e non stare a guardare. Puntualmente sentiamo dire da turisti e personaggi anche famosi, che la nostra regione ha un paesaggio molto bello e cucina molto buona; alla fine tutti si meravigliano di come poco sia conosciuta fuori dal territorio locale. E’ una sorta di tormentone che, appunto, ci…tormenta. Negi spazi importanti di comunicazione non esistiamo ancora e a malapena iniziamo ad affacciarci nella grande distribuzione. Il Molise esiste, quindi, ma non lo dice in giro, purtroppo.

Stefano Manocchio

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