“Sicurezza e Legalità”: Segnalazioni rischi nella Provincia di Benevento e nell’area al confine con la Regione Molise

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Nel formulare un buon lavoro ai promotori e relatori dell’importante Conferenza Nazionale su “Sicurezza e Legalità”, che tocca un nervo scoperto per ampie aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno ed in Campania, ci permettiamo di richiamare l’attenzione sui rischi sempre più evidenti che corre il territorio della Provincia di Benevento in cui, da ultimo, la stessa Segretaria Generale della CGIL, Rosita Galdiero, è stata oggetto di intimidazioni e minacce, a conferma di un clima che merita massima attenzione da parte dei preposti Organi dello Stato, ma anche delle Istituzioni Nazionali e Regionali onde contenere l’espansione della criminalità organizzata in modo pervasivo anche nel Sannio.
Se la Segretaria Generale Confederale della più grande Organizzazione Sindacale provinciale, che conta migliaia di iscritti, è limitata nel proprio agire quotidiano, cosa si può pensare per un cittadino comune, un operatore economico, un piccolo imprenditore o un lavoratore?
In aggiunta a tale richiamo, sollecitiamo i promotori ed i relatori della Conferenza, ed in particolare quelli della sessione “Ambiente e Territorio”, a soffermarsi sui rischi a cui va incontro il Parco Nazionale del Matese, istituito con legge n. 205/2017, e che, nel mentre gli adempimenti attuativi di competenza del Ministero dell’Ambiente di concerto con le Regioni Campania e Molise, si ritrova con una serie di autorizzazioni rilasciate dalle strutture della Regione Campania per impianti eolici altamente impattanti e per un impianto di trattamento della frazione umida di rifiuti, che oggettivamente vanificano la scelta del legislatore nazionale tesa a tutelare le vocazioni locali del territorio.
In zona c’è il Parco Geopaleontologico di Pietraroja (BN), in cui è stato rinvenuto il dinosauro Ciro, ci sono ritrovamenti di epoca sannita, sono presenti i Tolos, ricoveri millenari in pietra dei pastori, c’è il sito archeologico di Saepinum, risalente al IV° secolo Avanti Cristo, Aree di Interesse Comunitario, Aree Natura 2000, Zone di Protezione Speciale, il più importante Tratturo Nazionale Candela – Pescasseroli, che attraversa quattro regioni ed è sottoposto a vincolo culturale, il fiume Tammaro, la diga di Campolattaro – Morcone, il lago Matese, diversi Santuari di forte interesse religioso, e numerose attività turistiche, zootecniche, aziende agricole, attività di trasformazione agroalimentare, esercizi commerciali e imprese artigianali.
Se in quel territorio prima, che si proceda alla perimetrazione del Parco Nazionale, individuando anche la fascia di salvaguardia di Pre – Parco, si autorizzano impianti eolici e di rifiuti che si pongono in netto contrasto con la scelta di tutelare e promuovere il Sannio ed il Matese, si pone un’oggettiva questione di regolarità su cui vi invitiamo a soffermarvi.
Nello specifico dell’impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti, alleghiamo un approfondimento istruttorio con l’auspicio che la Regione Campania riveda la propria posizione e chiarisca le regioni che l’hanno spinta ad andare contro la Direttiva Europea sui rifiuti, la legge nazionale, la legge regionale ed il Piano Regionale sui Rifiuti che correttamente sanciscono che l’Ambito Territoriale Ottimale è quello provinciale e che a quel livello va chiuso il ciclo integrato dei rifiuti.
Ciò implica che l’autorizzazione rilasciata ad un’impresa privata, per una quantità di lavorazione che è quasi simile all’intera produzione di frazione umida prodotta in Provincia di Benevento e correttamente lavorata a Casalduni da una società al 100% pubblica, è una forzatura inaccettabile di per sé, ulteriormente accentuata dal fatto che la zona in questione al confine con il Molise è stata individuata dal Parlamento come area da destinare a Parco Nazionale.

Coordinatore Rete dei Comitati di Tutela
Ambientale Campania e Molise
Michele Petraroia

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