“La bigenitorialità nelle famiglie in crisi”, soluzioni flessibili o precostituite. Tavola rotonda a Campobasso

194

La “giornata europea per la giustizia civile” ha dato l’occasione di discutere a Campobasso su un problema sempre più presente anche nel nostro tessuto sociale: la gestione dei minori in situazioni di separazione o divorzio.

Tema peraltro di stretta attualità, per le polemiche che sta generando il disegno di legge n.735 da poco proposto dal senatore leghista Simone Pillon. Uno schema legislativo che intende modificare la legge del 2006 sull’affido condiviso, ispirandosi al principio della “bigenitorialità perfetta”. Nessun assegno di mantenimento e doppio domicilio per i bambini (dodici giorni al mese di convivenza con ciascun genitore). E inserimento dell’obbligo di mediazione. Punti su cui è molto critica l’avvocato matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace, intervenuta nella sala della Costituzione presso la Provincia di Campobasso.

“Questa proposta di legge, come ho sottolineato in commissione giustizia, dove sono stata convocata, è iniqua, in quanto non tutela l’interesse vero del minore. È misogina, perché aggrava i problemi del genitore economicamente più debole, quasi sempre la donna. È probabilmente anche anticostituzionale poiché impone la mediazione, sottovalutando il diritto di ognuno di fare ricorso alla giustizia. Ed è persino scritta malissimo, relativamente ad avverbi ed aggettivi. Si tratta di una materia troppo delicata e complessa – ha ironizzato la Bernardini De Pace – per essere presentata da un avvocato che si occupa di mediazione familiare!”.
Sostanzialmente a parere di tutti i relatori presenti al tavolo, il disegno di legge Pillon porterebbe a stravolgere dei diritti ormai conclamati. Inoltre introdurrebbe degli obblighi spesso non facili da rispettare. Ed ancora, come rimarcato dal magistrato, Massimo Sensale, consigliere della Corte d’Appello di Napoli, andrebbe ad infrangere quella discrezionalità che consente ai giudici di gestire volta per volta la responsabilità genitoriale, a seconda delle esigenze, “basandosi su pochi principi seri e validi, ma senza soluzioni precostituite”.

Rossella Salvatorelli

Commenti Facebook