Il Grant Pub, locale storico del capoluogo chiude. Delusione e indignazione del proprietario

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Il Grant Pub ha chiuso ufficialmente i battenti e , un’altra saracinesca abbassata nel  centro storico di via Ferrari. Come mai si è arrivati alla chiusura?, lo abbiamo chiesto al titolare, Paolo Santangelo: I motivi sono molteplici,  si parte dal caro fitto, si passa per innumerevoli controlli, e non ultimo un attacco, che definirei “mirato”, alla mia persona. Si parla di problemi legati alla politica locale? Ci spieghi meglio?  Come già  in precedenza ho denunciato, anche sulla vostra testata ho ricevuto diversi verbali, dove mi si   intimava di pagare il suolo pubblico. Chiesi la possibilità di una rateizzazione che mi venne negata. In sintesi non avevo l’autorizzazione per mettere i tavolini all’esterno del locale. Ho cercato più volte un dialogo sia con gli amministratori del settore che insieme ad altri miei colleghi, ma il risultato è stato  un atteggiamento di ostruzionismo da parte dell’amministrazione comunale, ricorderete come vi ho raccontato che sono stato prima poi denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale e assolto “perché il fatto non sussiste”.  Ho ritenuto giusto difendermi e portare avanti la causa, ma un altro risultato è che ho speso quindicimila euro tra avvocati e multe, anche a seguito del ricorso contro la decisione comunale che prevedeva lo stop anticipato della musica in orario notturno.

Una soluzione si poteva trovare? Non posso negare che la decisione è stata sofferta, fin da quando ho rilevato il locale, nel 2012 effettivamente le problematiche erano già presenti. Però decisi di investirci e dare un nuovo rilancio. Allo stesso modo non posso negare che la soddisfazione della clientela mi ha ripagato, però proprio in virtù di tutte le cause di cui si parlava prima, la chiusura era inevitabile.

Ma hai notato anche una “differenza” nella cosiddetta movida, cioè una scelta di un divertimento alternativo? Sicuramente le mode cambiano anche o forse soprattutto in questo settore, sempre in evoluzione. Penso ad esempio alla moda spagnola del “bottellon” nelle piazze di Madrid, Siviglia, Granada, Salamanca. I giovani arrivano con whisky, wodka, tequila o rhum, bicchieri di plastica e cubetti di ghiaccio, e non frequentano più i locali, ma in Molise non è ancora radicata tale moda, anche se sicuramente le restrizioni imposte  ai locali notturno influiscono anche sulla scelta di chi li frequenta. La cosa che più mi dispiace è che soprattutto nel weekend il Grant Pub, da storico locale di sapore scozzese, era ormai diventato  una sorta di bagno pubblico per tanti giovanissimi.

Resta amarezza negli affezionati, ossia coloro che identificavano il centro storico con un locale, oltre naturalmente alla tua personale. Si, è proprio così, il centro storico di Campobasso è sempre più desolato, non sopravvivono i locali, o forse bisognerebbe dire non si vuole far sopravvivere, quelli storici, identificativi, che parlano anche di una parte della città. Personalmente si, vivo una grande delusione però guardo al futuro, non mi arrendo .  (Mdl)

 

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