Fondazione ‘Giovanni Paolo II’/ Presentato il nuovo Acceleratore lineare per la cura dei tumori  con Radioterapia di ultimissima generazione

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Un cuore ipertecnologico immerso nella bellezza dell’arte per massimizzare le chance di cura per le persone affette da malattie oncologiche: è questo il Centro di Radioterapia Oncologica avanzata che attualmente dispone di tecnologie e apparecchiature uniche in Europa – attivo presso Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso. Ieri la notizia del nuovo Acceleratore lineare per la cura dei tumori  con Radioterapia di ultimissima generazione Il Centro di Radioterapia si avvale delle più innovative tecnologie sia in ambito diagnostico che terapeutico. “Ringrazio tutto il personale” ha affermato Mario Zappia, Direttore Generale” che è riuscito a raggiungere importanti risultati, con grande passione e dedizione” ha concluso il DG.

Le nuove apparecchiature offrono la possibilità di caratterizzare la malattia con esami di imaging sia morfologico che funzionale. Sono eseguiti trattamenti altamente specializzati tramite tecniche radioterapiche all’avanguardia che, combinando imaging e radioterapia, garantiscono estrema precisione, personalizzazione della cura, preservazione d’organo e di funzione, offrendo maggiori opportunità di guarigione. L’alto livello di innovazione e il numero di strumentazioni tecnologiche attive consentono un altissimo standard di servizio, che va dalla riduzione dei tempi d’attesa alla possibilità di personalizzare in maniera estremamente versatile i tempi di trattamento del paziente, secondo le sue esigenze.

Inaugurato anche il nuovo Parco tecnologico della Fondazione dove tra pochi giorni sarà attivo e operante il nuovo Acceleratore lineare di ultimissima generazione, che permette di  ridurre al minimo i danni ai tessuti sani, aumentando l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità dei trattamenti radianti somministrati.

L’apparecchio è infatti dotato dei più moderni sistemi di imaging e  guida ottica che permettono in maniera rapida e precisa di “vedere” il bersaglio durante il trattamento con un alto grado di precisione e di correggere istantaneamente sia il posizionamento del paziente che le modalità di erogazione del fascio di irradiazione, in modo da riprodurre al millimetro il trattamento radioterapico pianificato.

L’Acceleratore è dotato di un sistema ottico di telecamere che controlleranno anche gli spostamenti di pochi millimetri durante il trattamento” ha affermato Francesco Deodato, Direttore dell’UO di Radioterapia”  interrompendo l’irradiazione in caso di movimenti ritenuti eccessivi. Verrà monitorata anche  la normale attività respiratoria”.

Il dott.Deodato ha anche spiegato che il nuovo acceleratore sostituirà la prima macchina installata nel centro e si spera di poter in seguito sostituire anche la seconda presente nei locali della Fondazione. Sono stati anche sciorinati numeri e dati importanti: effettuate oltre 12.500 visite (molte a pazienti di altre regioni) e 150.000 controlli di qualità sull’acceleratore lineare, oltre a 1.000 verifiche dosimatriche su pazienti. E ancora: ideati e sperimentati 43 protocolli clinici e 225 lavori pubblicati finora. “Tutta la ricerca viene poi traslata sul paziente”, ha concluso.

LE TECNICHE: Alla Fondazione “Giovanni Paolo II” di Campobasso viene eseguita quotidianamente  la Radioterapia a fasci esterni: una tecnica che indirizza sul tumore le radiazioni prodotte dalle testate degli acceleratori lineari che ruotano intorno al paziente adagiato su un lettino. Le altre metodiche applicate sono: la radioterapia conformazionale, la Radioterapia ad Intensità Modulata (IMRT), la Terapia Volumetrica Dinamica (VMAT), e la Radioterapia Stereotassica extracranica (SBRT)  su fegato, polmone, pelvi e stazioni linfonodali. L’IMRT, la VMAT e la SBRT sono praticate tramite la guida di immagini 2D, ottenute beneficiando di EPID (Electronic Portal Imaging Device),  con la possibilità di utilizzare anche il controllo del respiro (Gating respiratorio) o attraverso una dosimetria portale online.

Con il nuovo acceleratore lineare sarà possibile effettuare trattamenti ancora più precisi, tra cui anche quelli stereotassici intracranici e tutti i trattamenti potranno essere di tipo IGRT, cioè guidati dalle immagini della Cone Beam CT, una vera e propria TC montata sull’acceleratore lineare.

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