Coldiretti/primi risultati per sostegno al settore primario, ma resta ancora molto da fare

“La situazione di grave crisi determinatasi evidenzia, senza alcun dubbio, la necessità di rafforzare il sistema produttivo agricolo”. Ad affermarlo è Giuseppe Spinelli, Delegato Confederale di Coldiretti Molise, a margine dell’Assemblea dei Presidenti e Direttori dell’Organizzazione provenienti da tutte le province italiane conclusasi oggi (25.03.2022) a Roma. “La centralità dell’Agricoltura e la strategicità che riveste la disponibilità di cibo – ha aggiunto Spinelli – dovranno essere ben presenti nell’agenda di Governo”.

“L’impegno di Coldiretti per fronteggiare la gravissima crisi in atto nel Paese, determinata dalla pandemia prima ed acuita dalla guerra in Ucraina poi, ha prodotto i primi frutti ma adesso – ha rimarcato il Direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – bisogna lavorare per consentire alle imprese di superare tale momento, uno dei più difficili dal dopoguerra. Coldiretti continuerà a svolgere il proprio ruolo con la massima determinazione”.

Oggi si cominciano a raccogliere i primi frutti ottenuti da Coldiretti, grazie ad un incessante impegno sindacale dell’Organizzazione sull’intero territorio nazionale. Dal mese di febbraio, infatti, Coldiretti è scesa in campo dimostrando la grande forza della sua base associativa, protestando davanti a tutte le Prefetture d’Italia e consegnando ai rispettivi Prefetti un documento contenente le criticità che attanagliano il settore e le legittime richieste degli imprenditori agricoli ridotti ormai allo stremo. In Molise, tale azione si è concretizzata con una prima manifestazione davanti la Prefettura di Isernia, il 24 febbraio, ed una grande manifestazione regionale, davanti la Prefettura di Campobasso, lo scorso 11 marzo. In entrambi i casi diverse centinaia sono stati i soci dell’Organizzazione che hanno gridato a gran voce tutta la loro rabbia verso una situazione economica ormai non più sostenibile za causa dell’indiscriminato aumento dei costi di produzione a partire dal gasolio, ai concimi per finire ai mangimi.

Nel pacchetto di aiuti ottenuti vi sono una serie di misure che insieme mirano a fornire sostegno a tutte le imprese del settore per scongiurare il rischio, oggi più che mai reale, di chiusura.

Questo quanto fin qui ottenuto: la ristrutturazione e rinegoziazione del debito bancario delle imprese agricole fino a 25 anni con garanzia Ismea;  il credito di imposta su gasolio agricolo e pesca nella misura del 20% dell’importo fatturato dall’inizio dell’anno; inoltre, contro il rincaro dei fertilizzanti, si è ottenuta l’equiparazione del digestato ai concimi di origine chimica nei piani di fertilizzazione; per tutte le filiere in crisi sono in arrivo 35mln di euro in più per nuovi aiuti alle stesse; riguardo al costo dell’energia, invece, è arrivato il via al Decreto per 1,5 miliardi di euro del PNRR per pannelli fotovoltaici sui tetti, per consentire l’autonomia energetica delle imprese ed in particolare delle stalle senza consumo di suolo.

Riguardo agli investimenti nei contratti di filiera è stato pubblicato un decreto per 1,2 miliardi di euro del PNRR per favorire un più equo riparto del valore; infine, sono stati sbloccati i pagamenti Agea per 86 milioni di euro per aiuti agli allevatori. Per quanto riguarda la zootecnia, inoltre, nel corso dell’Assemblea, cui ha preso parte anche il Vice-Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale a Bruxelles, Paolo De Castro, l’Organizzazione ha chiesto al medesimo di farsi interprete della richiesta di Coldiretti di aumentare notevolmente gli importi dei premi zootecnici comunitari.

Qualcosa si muove ma resta ancora molto da fare per sostenere un settore, quello primario, che oggi più che mai è fondamentale per l’economia dell’intero Paese. 

Per questo Coldiretti chiede al Governo: lo stop dei danni da fauna selvatica e la modifica della legge 157 del 1992, ormai obsoleta dopo 30 anni dalla sua emanazione; un Piano invasi che preveda la creazione di infrastrutture strategiche in grado di raccogliere acqua da utilizzare per usi sia agricoli che energetici; un Piano di autosufficienza alimentare che punti sulle filiere 100% italiane, oltre a nuove norme che prevedano l’etichettatura d’origine su tutti gli alimenti e una seria lotta alle pratiche sleali, tale da impedire la vendita di prodotti sotto i costi di produzione. Infine, un secco NO al cibo “sintetico” spinto dagli interessi di alcune multinazionali.

“Da questa crisi, che sta sconvolgendo l’intero pianeta – ha affermato Giuseppe Spinelli – emerge la centralità dell’agricoltura e la necessità per i singoli stati e l’Europa tutta di giungere ad una nuova sovranità alimentare; ciò perché – ha sottolineato il Delegato Confederale di Coldiretti Molise  – la democrazia si difende anche garantendo cibo, sano e sicuro, a tutti i cittadini. Questo non è il momento delle polemiche ne tantomeno dei personalismi. Non abbiamo bisogno – ha concluso Spinelli – di chi si serve della crisi per cavalcare le difficoltà dei nostri imprenditori ma del contributo ci ciascuno, volto a sostenere con intelligenza e generosità le imprese che ogni giorno lavorano per garantire cibo a ciascuno di noi”.

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