Cis/ Gravina: l’amministrazione comunale è pronta a presentare i suoi progetti a Roma

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La nuova amministrazione comunale di Campobasso si prepara all’appuntamento del 2 luglio a Roma per illustrare a Palazzo Chigi i propri progetti per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis). Nella precedente riunione del 13 giugno la valutazione delle idee progettuali era stata rinviata ai primi giorni di luglio per permettere l’inserimento sulla piattaforma di nuovi progetti.

Il comune di Campobasso, come preannunciato dallo stesso sindaco Gravina nei giorni scorsi, ha lavorato alacremente in queste settimane per modellare delle idee progettuali il più possibile rispondenti ai criteri di valutazione previsti. Due sono le proposte caricate dalla nuova amministrazione sulla piattaforma che raccoglie tutte le idee che hanno richiesto di accedere al finanziamento del Contratto istituzionale di sviluppo per il Molise.

Si tratta di due idee progettuali che si differenziano per aree di intervento; una, infatti, è incentrata sul centro storico, e l’altra sui collegamenti infrastrutturali con la frazione di Santo Stefano.

“Il progetto per un sistema di mobilità e parcheggi a prevalente uso del centro storico di Campobasso interessa la parte più antica della città di Campobasso che si arrocca sul colle dominato dal Castello Monforte ed ai cui piedi si sviluppa il centro storico cittadino. – ha dichiarato il sindaco Gravina – Il centro storico, accessibile dalle porte delle mura di cinta che lo circondano, è caratterizzato da vicoli e scalinate che arrivano al Castello. Nello storico borgo antico sono presenti molte chiese, alcune sconsacrate, ricche di simboli su portali e facciate. Inoltre l’area di intervento comprende la Collina Monforte, identificata con l’area SIC “Rocca Monforte” IT7222125” ai sensi della direttiva comunitaria 92/43/CEE, ossia la Direttiva “Habitat”, recepita in Italia a partire dal 1997 e funzionale alla conservazione della biodiversità all’interno della Rete Natura 2000; tali habitat ospitano specie vegetali, formazioni erbose secche seminaturali e peculiarità floristiche e fitogeografiche di straordinario interesse che possono rappresentare un attrattore ulteriore in chiave turistica proprio per la particolarità di trovarsi in pieno centro urbano. L’idea progettuale nasce dalla necessità di intervenire sul miglioramento della qualità di vita del centro storico cittadino, – ha continuato Gravina – dove sono presenti zone caratterizzate da una certa percentuale di edifici e strutture storiche che in alcuni casi versano in stato di abbandono e degrado avendo perso le loro funzioni originali anche a causa dell’assenza di politiche integrate di sviluppo. Fenomeni di abbandono che hanno portato ad un degrado edilizio di buona parte dell’area ed al progressivo spopolamento del centro storico nonostante le forti potenzialità legate alla valorizzazione in chiave turistico-ricettiva del patrimonio storico e culturale. Un abbandono spesso legato allo spostamento verso luoghi più “comodi” in cui abitare che hanno prodotto un progressivo aumento della dispersione urbana con tutto ciò che questo comporta in termini ambientali, economici e sociali nel breve e lungo periodo. Un trend che si intende invertire e contrastare.”

Entrando un po’ più nello specifico dal punto di vista tecnico, il sindaco Gravina ha sottolineato che l’eventuale realizzazione dell’opera comporterà uno sviluppo economico e patrimoniale di un’area particolarmente svantaggiata, con la creazione di parcheggi nella zona di Sant’Antonio Abate (sia multipiano che a raso, quest’ultimo spostato in prossimità del palazzo dell’Agenzia dell’Entrate) e con una serie di impianti di risalita quali ascensori, scalinate, un impianto automatic people mover (APM, ovvero un sistema di trasporto urbano di ridotta estensione, automatico e dotato di sede propria) e una funicolare che permetterebbero a residenti e visitatori un accesso più fluido alle bellezze del borgo antico.

“La costruzione di un nuovo sistema di mobilità nel centro storico rappresenta un obiettivo strategico per la città di Campobasso – ha precisato Gravina – al fine di arrestare l’emorragia demografica del centro storico e rilanciarne la fruizione in chiave turistica, con conseguente impulso positivo sul tessuto economico legato, in primis, alle attività ricettive ed al settore edile per quanto concerne il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.”

Il secondo progetto presentato dall’amministrazione comunale è quello per la realizzazione della strada interpoderale di collegamento della frazione di S. Stefano con la F.V. Rivolo.

La frazione di Santo Stefano dista dal comune di Campobasso 7,21 km risultandone collegata tramite la strada provinciale 90, il cui tracciato non garantisce tempi di percorrenza brevi per via della sua tortuosità e in inverno è spesso interessata da abbondanti nevicate. Le difficoltà di collegamento con l’abitato di Campobasso sono alla base della costante riduzione della sua popolazione residente.

“L’intervento che si propone, – ha specificato in questo caso Gravina – mira a rendere efficace il collegamento tra l’abitato di Santo Stefano e la vicina Strada Fondovalle “Rivolo” di raccordo tra la S.S. 647 Bifernina e per il capoluogo rendendolo meno disagevole per l’estrema semplicità del tracciato, per la velocità di percorrenza del collegamento della citata F.V. e per l’ulteriore connessione con la viabilità regionale esistente. Ciò avrebbe chiare ricadute sia sulla comunità residente che sulla città di Campobasso: la prima beneficherebbe di un miglioramento della qualità dei servizi mentre la seconda vedrebbe ridurre i costi per l’offerta degli stessi, con beneficio sul bilancio comunale. Si prevede il ripristino e l’ampliamento della struttura stradale esistente di circa 1.500 mt al fine di renderla normalmente fruibile dal pur limitato traffico locale, dotandola altresì delle indispensabili opere d’arte e di presidio, quali cunette, muri controterra e fossi di guardia. L’allacciamento alla esistente S.P. 160 “F.V. Rivolo” avverrebbe in una zona pianeggiante (è anche preesistente il necessario sottopasso per ovviare all’attraversamento trasversale), già predisposta.”

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