Campobasso/ Quattro nuovi alberi arricchiscono il patrimonio arboreo cittadino

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Un Acero, un Tiglio, un Alloro ed un Frassino, messi a dimora nonostante le condizioni climatiche non proprio favorevoli, presso il quartiere CEP nell’ambito dell’iniziativa nazionale di forestazione urbana “Alberi per il Futuro”.
La manifestazione, nata nel 2015 per volontà di Gianroberto Casaleggio, negli anni ha coinvolto sempre più città italiane ed ha consentito, con l’edizione di quest’anno, di raggiungere il traguardo di oltre 40mila nuovi alberi piantati in tutta Italia.
L’importanza della presenza arborea soprattutto nei contesti urbani è fondamentale: le piante, come noto, hanno la grande capacità di immagazzinare Co2 ed altre componenti inquinanti, e restituire ossigeno all’ambiente, svolgendo anche un determinate ruolo in termini di mitigazione del surriscaldamento.
Le operazioni di forestazione urbana svolgono altresì il compito di preservare il territorio dai fenomeni di dissesto idrogeologico, sempre più diffusi nelle nostre città come conseguenza dell’eccessivo consumo ed impermeabilizzazione del suolo.
A Campobasso, l’iniziativa è stata promossa ancora una volta da attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle, che hanno scelto uno dei cortili del quartiere CEP, quello compreso tra via Fortunato e via Cirese, per la messa a dimora dei nuovi quattro alberi ed un riassetto generale all’area, certamente bisognevole di un intervento di manutenzione. Al riguardo, ringraziamo per la fattiva partecipazione l’Associazione di Quartiere CB Nord che ha contribuito in maniera determinante allo sfalcio dell’erba ed al riassetto dell’area, avvenuto
nei giorni scorsi. ‘Aberi per il Futuro’, si svolge in prossimità della Giornata nazionale degli alberi, in programma il prossimo 21 novembre, ed è anche
l’occasione per richiamare le amministrazioni ai doveri sanciti dalla legge 10/2013 in materia di sviluppo degli spazi verdi urbani, con particolare riferimento all’obbligo di mettere a dimora un nuovo albero per ogni bambino nato o adottato presso il comune; una norma inspiegabilmente mai rispettata nella nostra città, benché in vigore sin dal 1992.

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