Campobasso/ Commemorazione del decennale della morte di don Pasquale Pizzardi

165

Dieci anni fa, il 18 giugno 2009, lasciava la vita terrena all’età di 83 anni, don Pasquale Pizzardi, arciprete della Cattedrale di Campobasso. Martedì 18 giugno alle ore 18:30 presso la chiesa Santa Maria della Croce (centro storico) a Campobasso, avrà luogo una Santa Messa commemorativa, presieduta dall’arcivescovo di Campobasso –Boiano S.E. Mons. GianCarlo Bregantini. Umile sacerdote e attento teologo, al ministero parrocchiale don Pasquale unì quello scolastico. Infatti, sin dalla sua ordinazione sacerdotale, con competenza e passione, ha insegnato in diversi Istituti scolastici della città terminando il suo curriculum come insegnante preso il Liceo Classico “M. Pagano” per sedici anni di docenza apprezzato e stimato da alunni e professori. Tra le testimonianze più significative esemplare è la coerenza evangelizzatrice per oltre cinquant’anni di ministero sacerdotale. «Con la scomparsa di don Pasquale Pizzardi finisce un’epoca per la Chiesa di Campobasso, non solo per la Cattedrale, in quanto in tutti questi anni è stato un punto di riferimento per la confessione e la direzione spirituale- ebbe a dire don Michele Tartaglia attuale arciprete della Cattedrale (parrocchia Santa Maria Maggiore), erede e diretto testimone della figura di don Pasquale-. Mi piace ricordarlo con una metafora che rappresenta a tutto tondo la sua figura sacerdotale: quella dell’agricoltore; il suo amore sconfinato per la natura e la cura delle piante che per tanti anni ha manifestato nella sua fedele presenza a Stella Vitae, a Guardiaregia, finché le forze fisiche glielo hanno permesso, è stato speculare al suo amore per la coltivazione delle anime che, curate da lui con altrettanta fedeltà nell’essere presente nella sua cattedrale, hanno portato frutti abbondanti, anche con diverse vocazioni.

Mi piace inoltre ricordarlo per la sua grande conoscenza storica della nostra chiesa locale che ha trasmesso a molti di noi con racconti sempre vivaci di aneddoti e ricordi di tanti personaggi, laici e sacerdoti del passato che, grazie alla sua maestria narrativa, rivivevano davanti a chi lo ascoltava. La sua testimonianza più grande l’ho ricevuta, tuttavia, dal modo in cui con grande ironia parlava della sua salute che da diversi anni è stata cagionevole ma che non gli ha impedito di continuare in modo quasi caparbio il suo ministero di parroco e la sua cura di Stella Vitae dove, grazie alla sua intuizione, molte persone hanno avuto modo di fare una esperienza forte di Dio e dell'ascolto della sua Parola. Ci mancherà molto».

Oggi lo ricorda tutta la comunità e una generazione di studenti cattolici ai quali ha insegnato educandoli alla giustizia, alla pace, alla fede operosa e concreta.

Commenti Facebook