AAA…cercasi identità politica, sempre che esista!

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di Massimo Dalla Torre (cittadino qualunque)

Anche questa mattina, sfogliando i giornali o leggendo i siti della stampa locale, ci corre l’obbligo di riproporre alcune considerazioni esternate qualche tempo fa in merito ai cosiddetti “cambi di casacca” che mettono fortemente in dubbio la fede politica, qualora ne esiste una. Lo facciamo con la speranza che qualche cosa si smuova, anche se siamo sicuri che l’immobilismo ancora una volta farà da padrone. Chissà quante volte sfogliando i quotidiani o navigando su internet, sarà capitato di leggere, anche se per pura curiosità, gli inserti, non solo economici, pubblicati sulle ultime pagine. Annunci particolarmente curiosi perché mettono in vetrina e di conseguenza in offerta, oggetti o servizi che spaziano dal lavoro, all’edilizia, dal collezionismo, al matrimoniale e non ultimo all’hard sempre più crescente, sempre più pressante, ma questo è altro argomento.

Dicevamo, chissà quante volte si è focalizzata l’attenzione su di un particolare prodotto o servizio il quale, nella maggior parte delle volte, maschera carenze altrimenti non sarebbe messo in piazza con tanta enfasi. Tuttavia, c’è, un settore che non occupa la parte finale della stampa in generale, perché è fin troppo presente sulle prime, ci riferiamo a quello politico che ha caratteristiche insolite, cioè l’eterna ricerca della fede politica e il moto perpetuo, ci scusiamo con gli studiosi della fisica, tanto da far registrare specialmente nei periodi caldi come quello che stiamo vivendo interesse, anche se sarebbe meglio il contrario: disinteresse. Un settore che suscita curiosità senza sapere che dietro l’annuncio si cela qualcosa che non va perché quello che si propaganda e si vuole far passare per “unico” è difettato sotto tutti i punti di vista.

Un settore che, alla luce degli ultimi avvenimenti, leggasi passaggi a gruppi parlamentari o neo formazioni di cui non comprenderemo mai la ratio, lascia sconcertati e sotto molti aspetti disorientati. Scelte fatte con lo stile “salto della quaglia” che non è una disciplina sportiva, ma è la prova provata che si è giunti alla stagion dei fichi come direbbero gli arguti toscani. Scelte che a nostro modesto giudizio di uomini della strada, si possono inserire nel catalogo degli “inutili” e non in quello degli “introvabili” che il postino appone nelle cassette che sono fuori dai portoni dei condomini. Scelte e argomentazioni che non attraggono perché “inservibili” che Guido Gozzano definirebbe “di pessimo gusto”.

Scelte e argomentazioni che costringono a non comprare più i giornali se non addirittura a spegnere i televisori o internet perché i “proclami” non interessano nessuno tanto meno i molisani non avvezzi “all’m’bafamiell” che distruggono gli ideali della politica, quella con la “P” maiuscola che, purtroppo nel Molise, ha assunto connotati diversi. Scusate l’irriverenza e la crudezza dell’articolo ma è la verità!

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