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Scritto da Fabio Fatica
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Sabato 11 Febbraio 2012 09:00 |
Il capogruppo al Comune di Costruire Democrazia, Michele Durante, analizza l’operato del Sindaco e dell’amministrazione comunale e aggiunge: “Fin qui nessun programma concreto”
Una situazione a dir poco ingarbugliata. E’ quella che si sta verificando al Comune di Campobasso dove la maggioranza scricchiola e si trova a dover fare i conti con i cinque Consiglieri cosiddetti dissidenti (Ambrosio, Niro, Cancellario, Gesualdo, Columbro) che stanno dando battaglia sulla privatizzazione della farmacia comunale di via Calabria.
Anche se la questione sembra essere per lo più un pretesto che nasconde un malcontento per come il Comune e il Sindaco Di Bartolomeo stanno gestendo l’amministrazione del capoluogo di regione. Dello stesso avviso il capogruppo di Costruire Democrazia Michele Durante, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione. Durante cosa ne pensa della questione dei cosiddetti dissidenti? “Ritengo innanzitutto che il provvedimento di vendita sia sbagliato perché ingiusto e inopportuno e forse anche nullo, visto che c’è un provvedimento legislativo in via di conversione in legge che è il decreto Crescitalia del Governo Monti. Quindi se alcuni Consiglieri di maggioranza hanno posto un distinguo nel merito prima ancora che nel metodo, e quello della maggioranza è fatto di volgarità, violenze, ricatti ed altro, io non posso che applaudire in senso ideale perché finalmente c’è qualcuno che alza la testa rispetto alla volontà del Sindaco che vorrebbe passare sopra quella di tutti”. Non le sembra che la questione della farmacia nasconda un malcontento ormai palpabile per come l’Amministrazione stia affrontando determinate questioni? “Io credo che il tema sia proprio questo. Vedo una forma di disagio da parte di molti Consiglieri che oggi si trovano a dover dare conto ad una città intera, di una amministrazione che non ha messo in cassaforte alcun risultato. Sfido chiunque a trovare un risultato serio che derivi da un programma o da una iniziativa, o da un percorso concreto attuato”. Il Sindaco aveva addirittura minacciato le dimissioni se la situazione non fosse rientrata. I Consiglieri restano sull’Aventino ma il Sindaco resta al suo posto. Ritiene che le intenzioni di Di Bartolomeo fossero reali o c’è dell’altro? “Siamo ormai abituati a questo teatrino del Sindaco. Aggiungo che non fa bene al clima generale perché sta delegittimando ancor più le responsabilità e il ruolo dell’amministratore. Che non dovrebbe mai parlare a vanvera, ma far seguire sempre le intenzioni dai fatti. Le condizioni affinché rassegnasse sul serio le dimissioni c’erano tutte. A questo punto chiedo ai consiglieri di fare una seria verifica di maggioranza. E cercassero anche di portare avanti almeno qualche punto del loro programma. Così facendo stanno solamente distruggendo la città”. Lei nei giorni scorsi ha parlato di svendita della città, in riferimento alla questione dei parcheggi a pagamento, delle farmacie comunali, anticipando inoltre che la prossima nota dolente riguarderà la SEA. A cosa si riferiva? “Negli ultimi trent’anni l’amministrazione pubblica è cambiata. Ancor più negli ultimi dieci e negli ultimi cinque. Al netto dei tagli lineari che hanno affamato gli Enti Locali, e su questo siamo tutti d’accordo perché tutti i sindaci italiani stanno cercando le strade per poter alimentare i bilanci comunali, la strada percorribile in futuro sarà quella dei servizi a domanda individuale. E purtroppo anche quella degli enti produttivi dei Comuni. Questi offrono servizi non essenziali ma che possono portare grossi vantaggi in termini economici. Il servizio di sosta a pagamento è uno di questi. Il Comune di Campobasso ha commesso un grave errore svendendo il servizio a condizioni contrattuali di grandissimo vantaggio per il privato. Con l’effetto che il costo dei parcheggi a pagamento è aumentato a dismisura. Anche le farmacie comunali sarebbero una svendita. Quello delle strisce blu era un servizio gestito dalla Sea per il Comune di Campobasso. Cosi come il servizio di raccolta rifiuti e il piano di sgombero neve. Alla Sea ora mancheranno gli incassi derivanti dal servizio di sosta a pagamento con l’effetto che, si avranno grossi problemi a chiudere il bilancio del 2012 dell’Ente. Ci vorrà poco ad intaccare di un terzo il capitale sociale, che è stato già ridotto con il provvedimento che hanno definito di salvataggio della Sea ma che era in realtà è stata una smobilitazione finanziaria dell’Ente. Dunque l’anno prossimo il Comune avrà due alternative: o intervenire per ripianare il capitale sociale, oppure, come temo, dirà che la Sea non converrà più e dunque è necessario venderla”. In questi giorni anche Campobasso è alle prese con il gelo e la neve. Ritiene che l’amministrazione comunale stia affrontando l’emergenza nel giusto modo? “Mercoledì scorso (1 febbraio ndr), in occasione della prima nevicata ho consegnato un interrogazione urgente su quello che era stato fatto e sulla programmazione del piano neve. Già allora infatti era chiaro che stavamo avendo e avremmo avuto dei problemi per le abbondanti nevicate. Poi giovedì ha ripreso a nevicare e fino a venerdì alle 14 nessun mezzo spazzaneve o spargisale era in giro per la città. Questo fa capire come già allora avevano accumulato 36 ore di ritardo. A voi le conclusioni”. Fabio Fatica |