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Scritto da Michele Petraroia
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Venerdì 10 Febbraio 2012 12:00 |
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Il Governo accolga l’appello lanciato dalla associazioni datoriali delle piccole imprese, del commercio e dell’artigianato del Molise, per posticipare il termine di scadenza del 16 febbraio a fine mese per i versamenti all’erario di contributi previdenziali e assicurativi, pagamenti IVA, ritenute IRPEF e altri oneri sociali, a causa dell’ondata eccezionale di maltempo. Il sistema imprenditoriale in caso di omissione o di ritardato versamento si ritroverebbe con la violazione del DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, che è fondamentale per partecipare alle gare pubbliche e per una serie di adempimenti di legge.
Il recente Decreto con cui si autorizza la Protezione Civile Nazionale a coordinare gli interventi per le aree colpite dall’emergenza maltempo è un primo passo nella giusta direzione, ma è necessario modificare la legge n. 10/2011 e la Direttiva Attuativa del 14.03.2011 del Presidente del Consiglio che pone a carico delle regioni i costi delle calamità naturali sia per le prime urgenze che per il ripristino dei luoghi ed il risarcimento dei danni. Una simile mostruosità culturale và espunta dalla legislazione italiana perché contrasta con i principi costituzionali di uguaglianza di trattamento tra tutti i cittadini della Repubblica al di là del luogo dove si nasce o si risiede. E’ con la fiscalità generale nazionale che si deve finanziare la Protezione Civile ed è dovere dello Stato aiutare i territori in caso di emergenza, inviando soccorsi immediati e accollandosi gli oneri di uomini e mezzi per la futura messa in sicurezza di ospedali, scuole, strade, ferrovie e edifici pubblici, oltre a risarcire i danni economici alle imprese colpite, alle famiglie e ai singoli cittadini. Mi appello a tutte le forze economiche, sociali, politiche e sindacali del Molise, perché agiscano con determinazione nei confronti del Consiglio dei Ministri e del Parlamento, per ottenere la modifica della legge sulla Protezione Civile. Senza tale modifica è tecnicamente problematico prorogare lo Stato di Criticità per il Post-Sisma 2002. Evidentemente non avremo un quadro di certezze finanziarie per mettere in sicurezza il territorio dopo quest’ondata di maltempo e non sapremo con quali fondi pagare i danni agli allevatori, agli agricoltori, ai commercianti, agli artigiani e a tutte le imprese colpite, da ultimo la SEPINIA, messe in ginocchio da una calamità naturale eccezionale.
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