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Nelle scorse settimane avevamo cominciato ad analizzare il bilancio regionale di previsione per l’anno 2012, di fresca e recente approvazione. Ed avevamo trovato qualche sorpresa. In particolare avevamo notato come il costo complessivo del Consiglio regionale del Molise, vista nella crudezza dei suoi numeri, non solo non era diminuito ma anzi era aumentato e non di poco: da 10,9 milioni di euro a quasi 14. Nell’articolo affacciavamo anche una spiegazione che poi si era rivelata quella esatta. Per la prima volta nel bilancio del Consiglio regionale erano spesati anche i costi dei dipendenti che operavano a Palazzo Moffa, per una cifra superiore a 4 milioni di euro.
La Presidenza del Consiglio ci ha contattato e ci ha confermato questa impostazione. Con l’articolo 16 della legge finanziaria 2012 “il capitolo di spesa 350 “Consiglio regionale” fa riferimento alle spesa complessiva del personale regionale assegnato al Consiglio regionale, al fine della gestione della relativa spesa”. Se non ci fosse stata questa novità l’importo complessivo di spesa del consiglio regionale sarebbe risultato in calo di circa 1 milione di euro, passando dai 10,9 del 2011 ai 9,84 del 2012. Un taglio di circa il 10% spalmato su gran parte delle voci di spesa del Consiglio regionale stesso. In questi tagli ci sono anche quelli alle indennità dei Consiglieri passati dai 6 milioni complessivi del 2011 ai 5,4 milioni di euro del 2012. Apprezziamo la tempestività e la voglia di trasparenza del Presidente Pietracupa e dei Consiglieri componenti l’ufficio di presidenza (Marinelli e Di Pietro). Si tratta di un metodo positivo di informare l’opinione pubblica e non possiamo che ringraziarli per questo. Alcune riflessioni invece esulano dalle competenze del Presidente del Consiglio e dell’ufficio di presidenza e riguardano l’impostazione complessiva del bilancio regionale, così cambiato con l’articolo 16. Ha un senso spesare i costi del personale che opera in seno al Consiglio regionale se, come accade ad esempio a Camera e Senato nazionali, il Consiglio ha autonomia amministrativa e contabile nella gestione di queste risorse umane. Cosa che invece non accade nel Molise. Lo stesso articolo 16 della finanziaria precisa infatti che ad operare sul capitolo di spesa del personale del Consiglio regionale è “il direttore responsabile del servizio competente per la gestione del personale regionale” cioè il dirigente che si occupa di tutta la forza lavoro della regione, non solo quella stanziata a Palazzo Moffa. E allora perché questo maquillage contabile cui non corrisponde una realtà operativa o almeno amministrativa? Forse perché così il costo del personale regionale cala bruscamente, passando da 59 milioni di euro ai 52 del 2012. Ma almeno per 4,1 milioni di euro si tratta solo di una partita di giro. Volendo invece fare le pulci al documento contabile 2012 sembrerebbe logico, anziché inserire una voce di spesa largamente figurativa inserire una voce che per scovarla bisogna impegnarsi a fondo. L’abbiamo trovata anche quest’anno ed ha una diretta e logica causalità con il consiglio regionale. Parliamo dei famosi vitalizi, quelli che la nostra testata ha scoperto nella loro entità e nelle loro modalità di applicazione (inclusa la famigerata reversibilità in favore di coniuge o figli). Ebbene si discute, in questo caso, di ben 4,8 milioni di euro assegnati ad un club di fortunati pensionati o loro mogli ed eredi. Forse questi 4,8 milioni di euro anziché essere dissimulati nella voce “politiche finanziarie” (che cavolo di politica finanziaria c’è dietro l’erogazione di un vitalizio ad un ex consigliere?) più propriamente vanno considerati come un costo che il consiglio regionale si porta dietro, non si sa per quanti anni o decenni ancora.
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