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Scritto da Stefano Manocchio
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Domenica 05 Febbraio 2012 10:30 |
“L’uomo supera l’animale con la parola; ma col silenzio supera sé stesso”; la citazione famosa sembra quanto mai appropriata per descrivere quello che da mesi oramai sta succedendo nel palazzo di città a Campobasso. Passata oramai una parte non irrilevante di legislatura, nel Municipio si continua con la politica dei proclami, delle minacce, delle dichiarazioni ad effetto, cui non seguono mai i fatti. Tra le inutilità del ‘dire’ dell’amministrazione Di Bartolomeo un posto di rilievo occupa il reiterato e stancante ricorso a minacce di dimissioni e, di conseguenza, di nuove elezioni.
Chi credeva chiusa la stagione delle finte dimissioni della precedente legislatura, quelle date solo per tentare di gestire la maggioranza consiliare e puntualmente ritirate prima dei fatidici 20 giorni, adesso dovrà sopportare un’usanza ancor peggiore: la minaccia continua a dimissioni che non arriveranno neanche alla prima fase, quella del protocollo presso la struttura comunale. Di Bartolomeo le paventa come le targhe alterne, una seduta sì ed una no in Consiglio Comunale, per poi ritrattare tutto, spesso già nel giro di alcune ore. L’ultima si è vista in questi giorni: dopo aver ipotizzato per l’ennesima volta la probabilità di tornare alle urne, ha detto che però lui non abbandonerà ma i la nave che sta affondando. La risposta dei dissidenti che voleva far rientrare è stata chiara: hanno continuato ad ignorare le sue minacce, come peraltro fatto da inizio legislatura. In sostanza, su questo tema specifico, sono gli stessi inquilini di palazzo San Giorgio a non dare credito a questa ipotesi. Allora ci si chiede che senso ha sventolare minacce politiche che non impressionano nessuno, per continuare in una teatralità tipica di una politica obsoleta e in disuso in tutta Italia. Il sindaco è oramai un amministratore di azienda e deve produrre solo risultati concreti; se Di Bartolomeo crede che la sua maggioranza non sia più governabile e il suo programma elettorale per questo motivo inattuabile, deve sentire l’obbligo di dimettersi e far strada ad altri, per il bene della città cui dice di tenere tanto. Ma lui non vuole abbandonare la nave che affonda: allora continui a lavorare, evitando queste uscite spettacolari ed inutili. Non si vuole adesso dire che al Comune di Campobasso non si fa niente; è encomiabile la volontà del sindaco di garantire la sicurezza nelle scuole ed una casa dignitosa a chi non può acquistarne una, ma andando avanti in questa maniera neanche questi due punti fondanti della sua azione arriveranno a compimento. Allora ci sono due possibilità: o ricompattare definitivamente la maggioranza, oppure rimettere il mandato ed andare a nuove elezioni. Tutto è meglio delle sceneggiate che si vedono continuamente in Consiglio Comunale. Queste in verità hanno uno scopo ‘nobile’, che è quello di sostituire la mancanza di un cartellone culturale cittadino degno di nota; e lo fanno benissimo, perché nella sala consiliare si vede di tutto, dalla commedia al melodramma, senza bisogno di dover predisporre alcun copione. E’ la politica, insomma, ad essere assente dalla città, come se si fosse fermata all’ingresso di Porta Napoli; quello che è grave è che non sembra essere intenzionata a raggiungere la sua sede naturale. |