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"Non siamo una corporazione che vuole mantenere i propri privilegi” | Stampa |
Scritto da CarMa   
Sabato 28 Gennaio 2012 08:20

avvocati1Parla Demetrio Rivellino, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso

Eliminazione delle tariffe, preventivi per il cliente, assicurazioni contro i rischi della professione, società professionali, tirocini ridotti. Queste le principali novità previste dal Decreto sulle Liberalizzazioni previsto dal Governo Monti. Novità che gli ordini professionali dovranno recepire all’interno dei propri regolamenti entro il prossimo agosto e che mirano a favorire non solo l’accesso ai giovani nel mercato del lavoro ma anche la concorrenza. C’è, però, chi non è d’accordo con le modifiche e annuncia scioperi e blocchi dei servizi. La categoria più in vista, in questo caso, è quella degli avvocati. Abbiamo parlato delle problematiche relative al settore con il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso, Demetrio Rivellino sulla strada di ritorno da Roma dopo la riunione che l’OUA - Organismo Unitario dell’Avvocatura ha tenuto nei giorni scorsi proprio in materia di liberalizzazioni.
Avvocato Rivellino, affrontiamo subito la questione delle tariffe: l’abolizione dei parametri renderà certamente più complicato stabilire i compensi …
“Certo, questo è uno dei punti di cui ci lamentiamo. Le tariffe potevano essere un calmiere e un punto di riferimento. Nel corso della riunione che abbiamo avuto all’OUA, un collega faceva un esempio: domani mattina arrestano un cliente, ci si dovrebbe recare in carcere e fare il preventivo. Ma cosa ci si dovrebbe scrivere sopra? E soprattutto, il cliente arrestato è nelle condizioni di poter sottoscrivere il preventivo? O come pure il valore della causa: come si fa a determinarlo? È evidente che chi ha redatto queste norme non ha presente come opera un professionista in questo campo. Altro problema è quello di allegare una polizza assicurativa per i rischi professionali ma i giovani hanno la possibilità di istituirla? Già hanno molti problemi ad iscriversi all’Albo”.
Volevo analizzare proprio l’aspetto del preventivo. Le sue annotazioni sono molto valide ma non crede che questo strumento sia funzionale anche alla lotta contro l’evasione obbligando, di fatto, a fatturare quanto pattuito?
“Durante la riunione è stato fatto un altro esempio. Il nero che interessa gli avvocati rappresenta, su 316 mila miliardi, 6 miliardi quindi una percentuale bassissima. Poi, parliamo chiaro, io faccio un preventivo a cui si possa aggiungere anche altro. Se si prendono in considerazione, inoltre, i grandi studi legali con legali di fama nazionale, crede che se scelgo di essere rappresentato da loro mi permetto di contestare il loro onorario?”.
Per quanto concerne la copertura assicurativa, il Codice Civile già impone all’avvocato di garantire una determinata qualità della prestazione per tutta la durata del procedimento. Ciò che non si poteva prevedere era l’esito della sentenza e, quindi, eventuali danni al cliente. Questa norma, dunque, va a completare un vuoto normativo dando una maggiore tutela al cittadino?
“Da premettere che oltre il 50% degli avvocati, tra cui il sottoscritto, ha una polizza di responsabilità dal ‘94. Polizza che non è obbligatoria ma è stata fatta proprio per garantire la qualità della prestazione oltre che l’errore che può capitare a tutti. Da sottolineare che noi abbiamo una prestazione di mezzo e non di risultato. Ma io non mi preoccupo dell’avvocato che ha 20 anni di esperienza ma di quello che esercita da poco e che ha una capacità reddituale bassa. Io, per questo, mi auguro che i costi delle polizze siano contenuti e che tutti i giovani possano stipularle”.
Parlando proprio dei giovani, uno dei problemi che si ha è certamente l’accesso alla professione. Molti, infatti, hanno lamentato i lunghi tempi dei tirocini …
“Io quando ho iniziato ho iniziato questa professione ho fatto una pratica di un anno. Ma non dimentichiamo nemmeno che la qualità dell’Università di oggi è quella di 30 anni fa. Il decreto, poi, non è stato come si prevedeva in quanto ha stabilito che 6 mesi possono essere fatti nel corso degli ultimi anni di corso, i restanti presso studi legali. Quindi l’anno di pratica è rimasto. Anche su questo punto noi dell’Avvocatura avevamo già dato la possibilità di rivolgersi alle scuole forensi e le scuole Bassanini: le prime hanno 5mila iscritti, le seconde, invece, 4500. Scuole che sono costituite da chi opera nel settore. Ciò che a noi interessa è la qualità piuttosto che la durata. Una qualità che non si ha riducendo il  periodo di pratica”.
Altra possibilità data dal Decreto è quella di costituire le società professionali. Sono diversi, infatti, i giovani che lamentano una grande difficoltà a mettersi in proprio perché prima devono passare le “forche caudine” dei grandi studi. La vostra posizione?
“Questo è un falso problema. Prima di tutto si deve aspettare il regolamento perché senza di questo non è possibile fare nulla. Noi crediamo, però, che il rischio non è quello della società ma del capitale esterno. La società deve essere tra professionisti e non con anche un socio di capitale che mi controlla lo studio. Per esempio, se una banca interviene come socio di maggioranza può condizionare il professionista”.
Lei nei giorni scorsi si è recato a Roma per la riunione dell’OUA. A quali conclusioni siete giunti?
“Ci siamo riuniti per approvare il testo che contiene tutte le iniziative che attueremo nei prossimi giorni, tra cui un’astensione dalla professione prevista per il 23 e il 24 febbraio prossimo. Poi ci siamo occupati del Congresso straordinario che si terrà a Milano il 23 e il 24 marzo per discutere il da farsi da qui ad agosto”.
E con il Governo vi siete confrontati sulle problematiche sollevate?
“Assolutamente no. Il Governo sta lavorando da solo. C’è stato un primo tentativo di discutere sulla questione ma non siamo stati ascoltati. Poco è stato recepito di quello che avevamo proposto. Ora dobbiamo comunque aspettare il vaglio del Parlamento per la conversione in legge del decreto e ci possono essere delle modifiche. Noi siamo aperti a parlarne, non siamo certamente una corporazione che vuole mantenere i propri privilegi. Noi vogliamo solo tutelare i cittadini”.
Carmela Mariano

 

 

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