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Scritto da Stefano Manocchio
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Venerdì 31 Dicembre 2010 10:00 |
E’ possibile creare una catena ideale tra due posti distinti e distanti, quali il Molise ed il Nepal? L’impresa sembrerebbe impossibile non solo per le migliaia di chilometri che separano le due zone geografiche, ma anche per le differenze culturali e religiose, che potrebbero creare un abisso ‘morale’; invece proprio questa sembra essere la sfida più interessante dell’iniziativa “Un piano per l’Himalaya”, di recente presentata al Dopolavoro Ferroviario di Campobasso.
Vedere allo stesso tavolo un ‘ciclo-nauta’ (Marco Banchelli), un complesso “electro-folk” (I ‘Noflaizon’, rappresentati nell’occasione da Alessia D’Alessandro e Pietro Mignogna), un giovane attore molisano (Andrea Romano), il presidente del DLF di Campobasso (Sebastiano Iannone) ed un cicloamatore impegnato (Marcello Verile di ‘Ciclofficina Malatesta’ di Campobasso), è una novità assoluta, soprattutto nel soporifero panorama culturale campobassano; un colpo d’occhio interessante trovare tante persone accomunate da una spiccata tendenza alla solidarietà, espressa in forme decisamente eterogenee. “Ogni posto è la mia casa, ogni musica è la mia vita”: questa frase accomunerà una compagine sicuramente varia, dai cicloamatori al ‘Viola club’ di Kathmandu ( avete capito bene!) al DLF fino alla missione cattolica del Nepal. Perché, come dice Banchelli, nella religione non ci sono steccati e non deve meravigliare, anzi è bello, vedere impegnata una missione cattolica in una regione induista. La tolleranza che viaggia a braccetto con la solidarietà: cosa può esserci di meglio? La consegna, reale o virtuale, del pianoforte in Nepal (“se ci saranno esigenze stringenti differenti - ha detto Banchelli – avranno la priorità”) ed il concerto in quella lontana zona del mondo per la band musicale molisana: sarà l’approdo ideale del progetto, che prevede pedalate di solidarietà, serate culturali al DLF di Campobasso e naturalmente la raccolta fondi necessaria a permettere la realizzazione dell’iniziativa. Interessante il collegamento in sala con Patrizio Roversi (il noto ‘turista per caso’) e la chiacchierata telefonica da Kathmandu con Barbara Monachesi, responsabile per ‘Apeiron’di Casa Nepal. Il Molise finalmente protagonista in un progetto culturale di ampio respiro. S.M.
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