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Scritto da Redazione
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Giovedì 02 Settembre 2010 17:20 |
In riferimento ad un modulo prestampato relativo ad una presunta petizione popolare e fatto circolare da un non meglio identificato «Comitato cittadino contro la povertà», il sindaco Gabriele Melogli e l’assessore alle politiche sociali Antonio Scuncio precisano che è in fase di attivazione il servizio con finalità filantropiche legato al progetto “Isernia solidale: Dono del superfluo”.
Il progetto mira a realizzare una rete territoriale di solidarietà con l’obiettivo di fornire risposte a taluni bisogni primari delle famiglie in situazione di disagio economico. A tal fine promuove l’idea di mettere a disposizione generi alimentari e prodotti d’altro tipo da distribuire gratuitamente a tali nuclei familiari, organizzando in loro favore il cosiddetto ‘dono solidale’, ossia l’offerta spontanea e consapevole di beni di prima necessità. «Per combattere efficacemente i problemi economici – ha affermato l’assessore – occorre puntare sulla creazione di nuovi rapporti fondati sull’equità e sulla fraternità. Non più l'attesa passiva di un beneficio preteso ma la reciprocità del dono gratuito è la via per un effettivo sviluppo sociale. Ecco perché, allo scopo di contrastare il bisogno, aggravato spesso dalla solitudine e dalla fragilità dei legami, il mio assessorato ha pensato ad un intervento di solidarietà che invita ciascuno a donare ciò che gli è superfluo». Al progetto hanno aderito associazioni di volontariato, sindacali e di categoria ed entro il corrente mese di settembre inizierà la raccolta dei prodotti alimentari da destinare alle persone svantaggiate, sulla base d’una rete di impegno volontario. «Per il momento – ha continuato Scuncio –, puntiamo alla raccolta di cibi e, pertanto, facciamo affidamento soprattutto sull’aiuto dei supermercati, dei grandi magazzini e dei ristoranti; ma anche i singoli cittadini possono offrire alimenti. Saranno destinati a chiunque si trovi in reale stato di difficoltà, garantendo l’equità della ridistribuzione». E c’è dell’altro. «Nel giro d’un anno, – ha aggiunto l’assessore –contiamo pure d’attivare una Mensa aperta a tutti. I meno abbienti potranno usufruirne per mezzo una scheda magnetica che darà diritto ai pasti; gli altri, invece, attraverso il pagamento d’un ticket politico, una quota minima che consentirà di mangiare liberamente ogni volta che se ne avrà l’esigenza». |