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Scritto da Redazione
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Giovedì 02 Settembre 2010 17:07 |
“Ci dispiace Signora, non è più possibile prenotare mammografie ed ecografie mammarie in Cattolica per le Pazienti non oncologiche…”, per le donne cioè a cui (fortunatamente) non è già stata fatta una diagnosi di tumore al seno o ad altro organo. Infatti d’ora in avanti solo le Pazienti che presentano un’impegnativa con codice di esenzione per patologia oncologica (048) potranno essere sottoposte a studio clinico-mammografico ed ecografico delle mammelle presso il reparto di Radiodiagnostica del Centro Integrato di Senologia (C.I.S.) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Campobasso.
Il disagio sarà certo delle donne, costrette a rivolgersi presso altre Strutture (magari anche a pagamento) ma è anche del personale sanitario dedicato alla diagnostica senologica che dall’oggi al domani si troverà a non poter più effettuare screening e a vedersi, nella migliore delle ipotesi, le liste di senologia clinica ridotte del 75%-80%. Abbiamo creduto e fortemente voluto creare un Centro Integrato di Senologia, multidisciplinare non solo teoricamente ma anche praticamente, un Centro che è cresciuto nel tempo dando risultati incoraggianti. Credere nel progetto ha richiesto sacrificio in termini di tempo, di energie e di rinunce. Già, perché si è trattato di dare le dimissioni dal centro ospedaliero pubblico ove già si lavorava da 10 anni o rinunciare ad un concorso pubblico vinto nell’ospedale della propria città affinché si concretizzasse questo progetto. Si è trattato di investire tempo e risorse per recarsi per periodi più o meno lunghi presso i Centri di Diagnostica Senologica di riferimento in Italia e all’estero per accrescere la propria esperienza nel settore e completare la propria formazione. Il tutto per il desiderio di fornire alle donne molisane un adeguato approccio diagnostico al tumore alla mammella. E i risultati non sono tardati ad arrivare. Nel tempo il numero delle prestazioni in ambito senologico è aumentato, passando da 951 mammografie eseguite nel 2007, a 1.839 nel 2008 e a 2156 nel 2009 con liste di attesa di circa 6-8 mesi, eccezion fatta per le donne sintomatiche (donne che all’atto della prenotazione lamentavano problemi al seno) la cui prenotazione è sempre stata evasa nel minor tempo possibile e con regolare impegnativa, non a pagamento! La diagnostica senologica (valutazione clinico-mammografica ed ecografica) è il primo step nell’ambito dell’approccio alla malattia neoplastica. Limitare in Cattolica lo screening vuol dire consequenzialmente limitare anche l’interventistica percutanea ed, in particolare, l’utilizzo del mammotome stereotassico, uno strumento di ultima generazione che permette di effettuare biopsie mammarie minimamente invasive (senza taglio chirurgico), per la valutazione microistologica di lesioni visibili solo alla mammografia, evitando così biopsie chirurgiche costose anche in termini di estetica. Peraltro, in questi anni la maggior parte delle Pazienti sottoposte a biopsie mediante mammotome stereotassico in Cattolica è stata indirizzata a tale procedura solo da colleghi del C.I.S. mentre meno del 10% delle prestazioni sono state richieste da colleghi di altri centri diagnostici regionali che pur non dispongono del mammotome. Alcuni potrebbero a questo punto obiettare sulla reale efficacia del nostro operato. Ad un congresso nazionale di diagnostica senologica il Prof. Di Maggio, radiologo di fama nazionale dedicato alla senologia, ebbe a dire che al termine di una seduta diagnostica egli non si chiedeva mai quanti tumori avesse diagnosticato ma quanti probabilmente non ne fosse riuscito ad identificare. Il nostro è un lavoro difficile, impegnativo sul piano fisico e psicologico. Ci verrebbe da dire parafrasando un’espressione popolare che “…dove c’è gusto non c’è perdenza” e le soddisfazioni sono (…erano?) tante anche a fronte di alcune amare delusioni anche perché la risposta e la riconoscenza delle donne ci ha sempre confortati. Ci chiediamo, pertanto, come mai a fronte di tanti sperperi si scelga di tagliare in modo incondizionato le prestazioni sino ad ora erogate dalla Cattolica e, nello specifico dal C.I.S., impedendoci così di continuare a svolgere in modo compiuto il nostro lavoro. L’attenzione alla salute femminile è sempre stata una delle priorità della Cattolica, insignita nel maggio del 2008 dell’ambito e prestigioso riconoscimento dei 3 Bollini Rosa dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da). Consapevoli dell’importanza della prevenzione secondaria, negli anni abbiamo sensibilizzato le donne affinché si sottoponessero allo screening. Forse i nostri politici hanno scoperto strumenti diagnostici altrettanto efficaci e a costo zero per le casse della regione? Forse che vogliano ricorrere alla magica “sfera di cristallo”? Il senso etico che ci contraddistingue ci impedisce anche di pensare che chi sceglie di fare il medico abbia come priorità il guadagno: ci sono professioni più redditizie e con minori responsabilità. Ma è certo che se la Cattolica vorrà continuare ad operare come ha fatto sino ad ora dovrà a questo punto pensare di ricorrere alle prestazioni intra-moenia (Pazienti che pagano gli esami radiologici secondo il tariffario nazionale e non più con l’impegnativa). Ma è giusto tutto questo? E soprattutto, avete chiesto alle donne molisane cosa ne pensano? |