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Scritto da Isabella Muccilli
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Domenica 05 Febbraio 2012 12:00 |
Il 22 gennaio scorso, giornata che ricade nella festività di San Vincenzo, è stata inaugurata dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici del Molise, nel Museo Archeologico di Venafro (ex convento di S. Chiara), la nuova sezione dell’esposizione museale dal titolo Splendori dal Medioevo, l’abbazia di San Vincenzo al Volturno al tempo di Carlo Magno (mostra a cura Alfonsina Russo e Paola Quaranta).
La mostra porta il nome del complesso monastico conosciuto per la sua importanza in tutta Europa nell’alto medioevo come centro spirituale e d’ arte. La storia del complesso monastico come descritta dal Chronicon Vulturnense (codice miniato del XI secolo) è caratterizzata da saccheggi distruzioni ma anche da uno straordinario sviluppo. Sorto su un area di stanziamento sannitico e romano, la fondazione della prima chiesa, S. Vincenzo Minore (piccola comunità monastica) risale all’VIII secolo; all’IX secolo invece è datata la chiesa di S. Vincenzo Maggiore. La storia di San Vincenzo al Volturno ha inizio nel 703 d.C. quando tre principi beneventani di origine longobarda decidono di votarsi alla vita monastica e abbandonati tutti i loro averi fondarono una chiesa alle fonti del Volturno dove già esisteva una chiesa consacrata a San Vincenzo La mostra infatti si articola in sei sezioni nelle quali viene ripercorso il cammino storico dell’Abbazia attraverso i reperti e le fonti storiche, iniziando dalle fasi più antiche. Importanti per quanto concerne la produzione artigianale all’interno del complesso monastico sono le officine e i grandi laboratori artistici esposti in quattro sezioni (dove producevano vetro, laterizi, terrecotte ecc.) che producevano capitelli, pavimenti marmorei in opus sectile; dei materiali prodotti in loco degni di nota sono le preziose placchette con inserti in smalto a cloisonné (uno degli esempi di produzione degli smalti a cloisons d’uso nel Mezzogiorno insieme al Sancta Sanctorum a Roma e di Sant’Ambrogio a Milano) e gli splendidi vetri colorati esposti. Mentre un’intera sezione è dedicata alla mensa dei monaci con le informazioni sui pasti consumati e il relativo vasellame da cucina e da mensa esposto. L’ultima sezione espone gli scacchi di IX-X secolo d.C. (in mostra insieme ad altri scacchi di provenienza meridionale: quelli di Albano Laziale messi a disposizione dal Museo Civico, e quelli dal Castello di Avella resi disponibili dalla Soprintendenza di Salerno Caserta Benevento e Avellino) rinvenuti agli inizi del secolo scorso a Venafro e riconducibili alla presenza araba a Venafro tra IX e X secolo, quando l’abbazia di San Vincenzo venne incendiata (881).
Isabella Muccilli
Info per chi volesse visitare la nuova mostra e l’intero complesso che espone reperti di varie epoche di straordinaria bellezza: Museo Archeologico di Venafro – ex monastero di Santa Chiara Via Garibaldi - 86079 VENAFRO (IS) tel. e fax 0865 900742 Museo Archeologico di Venafro tel. 0874 427313 - Sede di Campobasso della Soprintendenza e-mail:
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