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Mercoledì 25 Gennaio 2012 14:00 |
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Il 27 di gennaio del 1945, le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di stermino di Auschwitz. Nel sessantasettesimo anniversario dall’apertura dei cancelli del famigerato e tristemente famoso lager polacco, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della Memoria che è stato istituito con una Legge dello Stato che coinvolge, ed è fondamentale, il mondo della scuola e delle istituzioni culturali in generale.Tale ricorrenza, in questi anni, ha contribuito a generare in tanti giovani gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza, del rispetto delle diversità, questo anche grazie alle varie iniziative organizzate per conoscere, studiare e approfondire la terribile storia che coinvolse l’intera comunità mondiale nella discesa agli inferi dell’umanità.
La Biblioteca Provinciale Pasquale Albino di Campobasso, con la collaborazione diretta dei propri utenti, dedicherà l’intera giornata di venerdì 27 gennaio, al ricordo e alla testimonianza attraverso una maratona di lettura.Sono molti i saggi e le opere letterarie che hanno posto questioni filosofiche e teologiche in merito alla tragedia della Shoah, quale abisso nella storia umana. Per questo, il monito che la Shoah rappresenta è valido per tutta l’umanità, e da esso nasce l’imperativo: dobbiamo conoscere quel che è stato, perché non dobbiamo permettere che accada di nuovo.Attraverso un percorso di letture che si svilupperà nell’arco dell’intera giornata, seguendo tre blocchi tematici, gli stessi utenti diventeranno protagonisti di una collettiva e condivisa operazione di memoria, che spazierà dalle leggi razziali alla vita degli ebrei nei ghetti, dalle testimonianze dei viaggi di deportazione a quelle della vita nei lager, per concludersi con le riflessioni sulla liberazione, sul ritorno alla vita e sul concetto stesso di memoria dell’Olocausto.Una presa di coscienza operata dai frequentatori della Biblioteca provinciale e dalla Biblioteca stessa, per ribadire a voce alta quanto il ricordo vada tenuto vivo per non permettere amnesie storiche e il ripetersi di tragedie umane di quella portata. |