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Scritto da Isabella Muccilli
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Domenica 22 Gennaio 2012 09:00 |
La villa rustica, sita nel comune di Larino, in località Le Piane, ricade nella tavoletta 381161 della Carta Tecnica Regionale; è geograficamente collocata ad est del torrente Cigno e a ca. 3 Km dal fiume Biferno, su un ampio bassopiano ad una quota di 120 s.l.m. Topograficamente il sito è ubicato tra due importanti antiche arterie stradali: il tratturo Centurelle – Montesecco, posto a nord e l’Ateleta – Biferno – S. Andrea, a sud.
La scelta iniziale dell’indagine è stata promossa dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici del Molise a seguito dell’esigenza di verificare i limiti perimetrali della struttura e redigere le prescrizioni dell’occupazione dell’intera area. Sebbene la villa non sia stata esplorata interamente lo scavo fin ora condotto ha consentito di portare alla luce gli ambienti che si dispongono nella zona nord-occidentale del cortile porticato.
Sono stati individuati tre settori principali: un’ala Ovest–Nord-Ovest contraddistinta da 5 ambienti residenziali, un’ala Nord-Est di cui sono stati messi in evidenzia due ambienti con funzione di magazzino; infine il terzo, (ambienti 3 e 5) nella porzione centro-meridionale, è individuabile nei due bracci del corridoio aperto su una corte porticata. Dai dati stratigrafici, relativi anche ai rivestimenti pavimentali, e dalle forme ceramiche si possono distinguere al momento cinque fasi (tre periodi). La prima (fine II-inizi I a.C.) è testimoniata da ceramica a vernice nera proveniente dagli strati indagati all’interno del saggio e nelle zone circoscritte all’area d’intervento. La seconda fase (I sec. a.C.) è relativa alla costruzione della villa con muri in opera incerta che caratterizzano i vani della zona residenziale, con pavimentazione musiva, organizzati intorno ad una corte porticata e il magazzino, che in questa fase forse comprendeva il vano parte dell’ambiente 4 e della porzione Nord-Ovest del cortile. La terza fase (fine I sec. d.C.) è indicata dall’obliterazione del peristilio, con la costruzione di strutture in opera mista realizzate con materiali di recupero di II fase e pertinente alla sistemazione di alcuni ambienti della villa (la sua messa in opera coincide con la fase di sistemazione/ampliamento del magazzino). La quarta fase, non databile, coincide con l’abbandono del complesso preceduto da spoliazione delle strutture. L’ultima fase, quella moderna si riferisce all’accumulo progressivo del terreno sottoposto da anni a lavori agricoli. Ulteriori indagini potranno fornire nuovi dati in merito alla distribuzione degli ambienti, che circoscrivono la corte porticata, e alle dimensioni stesse della struttura. Si ringrazia La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise per la pubblicazione dell’articolo completo nei FASTI ON LINE e della redazione del sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Isabella Muccilli |