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Scritto da Isabella Muccilli
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Domenica 19 Febbraio 2012 10:30 |
La storia di Pesche si intreccia alle vicende storiche dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno e di Montecassino (Chonicon Vulturnense). I possedimenti di Pesche dovevano rivestire una particolare importanza. Con la progressiva decadenza del cenobio volturnense fino alla definitiva soppressione della relativa diocesi risalente al Pontefice Lucio III (1118-1185), si dissolve l’insieme dei suoi possedimenti: Pesche entra in modo definitivo nell’ambito della Terra Sancti Benedicti, in cui rimarrà ininterrottamente per secoli.
Data la particolare natura del territorio su cui sorge l’intero castrum, la sua configurazione architettonica risulta particolarmente complessa: la zona è fortemente scoscesa ed articolata spazialmente su più livelli (G. Greco, Pesche Castrum in Atlante Castellano del Molise, Castelli, Torri, Borghi fortificati e Palazzi ducali, 2011). Dunque il castello di Pesche, di origini normanne, si identifica con il suo borgo, che si sviluppa sul pendio di Monte San Marco e sovrasta il paese in una posizione molto suggestiva. La struttura del castello a recinto è peculiare nel Molise, molto simile ai castelli abruzzesi. All’interno del perimetro murario sono presenti numerose torri cilindriche. L’abitato di Pesche invece si estende sul declivio e si integra al castello-recinto con abitazioni tra loro addossate che fungono anch’esse da difesa. L’ingresso al sistema difensivo è segnato da una porta, che conserva i merli nella parte terminale. Attraverso le scalinate che costeggiano il lato sud del castrum e procedendo lungo la cortina nel lato nord, si trovano una torre d’angolo, una torre rompi tratta ed il mastio.Nella zona più settentrionale del castrum è situato il nucleo difensivo principale, mentre il tratto occidentale della cinta muraria che chiude il castum è compreso tra il nucleo principale a nord e la parte abitata a sud e delimitano nella zona alta da mastio e torrione. Notizie dell’esistenza del castello di Pesche si hanno a partire dall’epoca normanna: nel catalogo borrelliano si legge di un certo Guglielmo di Pesclo, che possedeva Pesclum et Cantalupum nella seconda metà del XII secolo. Nel XVI secolo alla famiglia Spinelli, nel 1610 Pesche passò ai de Regina e successivamente ai Pisanelli ed ai Cerva Grimaldi, ultimi titolari del feudo. Oggi l’intero centro storico è di proprietà comunale. Isabella Muccilli |