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Scritto da Massimo Dalla Torre
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Domenica 19 Febbraio 2012 10:00 |
E’ sempre il vino a tenere banco, nonostante l’inclemenza del tempo che sicuramente metterà a repentaglio, visto le temperature abbondantemente sotto lo zero, numero che in questi casi assume un valore assoluto, la nuova campagna enologica. La quale in questi giorni trova un alleato nell’UE che ha dato il via libera al riconoscimento del vino biologico, che dalla prossima vendemmia potrà avere le sue etichette.
Il Comitato permanente per la produzione biologica ha, infatti, approvato le nuove norme che saranno pubblicate nelle prossime settimane nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Il nuovo regolamento stabilisce che, a partire dalla vendemmia 2012, i viticoltori biologici potranno utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette, che tuttavia dovranno riportare alcune specificità quali il logo biologico dell’Ue; il numero di codice del competente organismo di certificazione e il rispetto delle norme in materia di etichettatura del prodotto. Il tutto, in considerazione che le norme attualmente in vigore concernenti il “vino ottenuto da uve biologiche”, non coprono le pratiche enologiche, ossia l’intero processo di vinificazione, tant’è che il settore vitivinicolo è l’unico al quale ancora non si applica integralmente la normativa Ue sulla produzione biologica. Piena soddisfazione è stata espressa dal commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos, che si è detto “lieto che sia stato raggiunto un accordo sulla questione. Era importante fissare norme armonizzate per garantire un’offerta chiara ai consumatori, che sono sempre più interessati ai prodotti biologici”. Ha poi aggiunto: “devo constatare con piacere che le norme adottate stabiliscono in modo trasparente la differenza tra vino convenzionale e vino biologico, come è il caso per altri prodotti biologici. In questo modo, si dà ai consumatori la certezza che un vino biologico sia stato prodotto applicando norme di produzione più rigorose”. Si tratta di un provvedimento che offre garanzie al consumatore che in questo modo potrà avere la certezza del prodotto che acquista visto che il mercato “del falso” è sempre più prolifico tant’è che ultimamente i mercati del vecchio continente sono sempre di più invasi da surrogati che compromettono non solo la credibilità dei produttori ma soprattutto la salute dei consumatori che non rinunciano quando si siedono a tavola a degustare un bicchiere di vino fatto con l’uva, ora biologica, e non con prodotti che con il nettare di Bacco non hanno nulla a che vedere. Massimo Dalla Torre |