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Domenica 19 Febbraio 2012 08:30 |
Facciamo il punto della situazione con la Protezione Civile e con il responsabile previsioni di Meteomolise.it Gianfranco Spensieri
Scene da “The Day After Tomorrow “ anche in Molise dopo l’intensa ondata di maltempo che ha attanagliato la regione e l’Italia intera in una morsa di gelo e neve. Dal I febbraio, infatti, i molisani hanno dovuto fare i conti con una perturbazione che ha creato non pochi disagi su tutto il territorio, dove le nevicate si sono ripetute per diversi giorni. Il Molise è sembrato tornare indietro di tanti anni, quando le abbondanti nevicate erano una consuetudine. E così sono stati in molti a paragonare il febbraio 2012 ad inverni storici, come quello del 1956 o del 1985.
In effetti il paragone non è azzardato se si pensa che a Campobasso in poco più di dieci giorni sono caduti oltre centosettanta centimetri di neve; un metro ad Isernia nello stesso periodo, oltre tre metri in Alto e Altissimo Molise. Diversi i giorni di ghiaccio, con temperature sotto lo zero sia di notte che di giorno. Basti pensare che Campobasso dal I al 14 febbraio ha avuto temperature positive in solo tre occasioni. Il peggio sembra tuttavia essere passato, come conferma Salvatore Moffa della Protezione Civile Molise. “Le condizioni pian piano volgono al miglioramento in tutto la regione” – dice Moffa, che conferma come il manto nevoso sia ancora elevato quasi ovunque. “Esclusa la fascia costiera, dai quattrocento metri di altitudine in su, abbiamo circa un metro di neve uniforme”. Diverse le situazioni critiche in tutta la regione, ammette l’operatore: “Nessun comune è attualmente isolato, mentre stiamo effettuando interventi di vario tipo, ad esempio su capannoni e strutture fatiscenti che rischiano di cadere sotto il peso della neve, oppure di aiuto per persone che hanno problemi di salute come i dializzati. Stiamo intervenendo per vigilare sul rischio valanghe che, data la consistenza del manto nevoso, potrebbero interessare varie zone soprattutto in Alto e Altissimo Molise”. Proprio in queste ore infatti, la situazione appare complicata a San Massimo e a Roccamandolfi, Comune quest’ultimo che mai prima di oggi aveva dovuto fare i conti con il problema. La Protezione Civile invita poi i cittadini a prestare massima attenzione al pericolo ghiaccio. “Non solo sulle strade- prosegue Moffa – ma soprattutto quando si cammina sui marciapiedi e sotto i balconi dei palazzi, dove le stalattitici di ghiaccio potrebbe staccarsi e precipitare al suolo”. Diversi dunque i problemi e le preoccupazioni per l’intero Molise. Senza dimenticare il settore agroalimentare, dove si rischiano danni ingenti alle colture e agli allevamenti. Molte aziende si trovano infatti a dover far fronte ad emergenze da carenza di foraggio o da acqua, visto che le condutture idriche in molti casi sono congelate. Come in ogni situazione d’emergenza poi, non sono mancate le critiche alla Protezione Civile che in alcuni casi è stata accusata di scarso intervento e poca capacità intuitiva per le previsioni del tempo. “Avevamo emesso con largo anticipo il bollettino circa le avverse condizioni meteo sulla nostra regione. Le persone sapevano già da giorni cosa sarebbe accaduto e abbiamo confermato emissione dopo emissione l’entità dell’ondata di maltempo. Nessuno ha preso provvedimenti per quanto riguarda le attrezzature con cui equipaggiare le autovetture, né fatto scorte di cibo come è normale che sia in queste situazioni. Per quanto riguarda gli interventi, non è possibile rimuovere la neve da strade o viali privati: non ha idea di quante richieste anche assurde abbiamo ricevuto in questi giorni” – conclude Moffa. Anche secondo Gianfranco Spensieri, responsabile delle previsioni per il sito www.meteomolise.it, nonché Vicepresidente dell’omonima associazione che conta quasi un centinaio di iscritti anche di fuori regione, si tornerà lentamente alla normalità. “Le condizioni sono in miglioramento su tutta la regione e lo saranno almeno fino a metà della prossima settimana” – rassicura Spensieri, per il quale il paragone tra questa avvezione gelida e quelle dell’inverno del 1956 e del 1985, non è affatto fuori luogo. “Si può effettivamente parlare di inverno record. Il paragone più calzante è con il ’56. Per quantità di neve caduta in Provincia d’Isernia poi, il dato potrebbe essere addirittura superiore” – puntualizza Spensieri. “Si tenga presente che nel 1985 la fase perturbata durò invece per più tempo e la neve fu più distribuita nel tempo. Oggi invece, se prendiamo come esempio Isernia o Venafro, ci si rende conto di quanto gli accumuli siano da record. Ad Isernia sono caduti 95 centimetri in due giorni, 115 dal 1 febbraio, dove la media di neve annuale si aggira intorno ai 30-40 cm. Un dato davvero considerevole. I quasi tre metri di neve caduti in Altomolise, 2,90 metri a Capracotta per essere precisi, assumono invece un significato differente in zone dove la neve è una consuetudine”. L’eccezionalità dell’evento è dunque facilmente riscontrabile in quelle porzioni di territorio dove normalmente la neve si vede molto sporadicamente. Secondo Spensieri l’eccezionale situazione è stata provocata da un configurazione particolare che fino a qualche decennio fa era usuale. “L’espansione abnorme dell’anticiclone russo-siberiano, che è andato a guadagnare spazio verso ovest, ha fatto si che l’alta pressione retrocedesse sulla Spagna, e che si innescassero sull’Italia masse d’aria siberiana molto gelide” – puntualizza il “previsore”. Più che di responsabilità dell’uomo, dovuta all’inquinamento e al surriscaldamento climatico, per Spensieri di può parlare di ciclicità del clima. “Sono fermamente convinto, e mi rifaccio alla teoria del professor Mazzarella, che ci siano dei cicli più o meno lunghi. Ci sono le possibilità che ora stiamo per entrare in un ciclo climatico nuovo, che potrebbe anche condizionare i prossimi inverni. Anche l’uomo ha le sue responsabilità. Importanti ma non determinanti” – spiega Spensieri. Per il responsabile previsioni di meteomolise.it, l’emergenza maltempo poteva forse essere gestita in maniera migliore: “Se la fase post nevicata è stata affrontata anche abbastanza bene, non si può dire lo stesso della fase previsionale. Basti pensare che, venerdì scorso (10 febbraio ndr), la Protezione Civile aveva parlato, tramite Giarrusso intervenuto ad una trasmissione televisiva su di una tv locale, di un’altra ondata di maltempo che si sarebbe dovuta verificare nel fine settimana. Cosa che, come da me previsto nella stessa trasmissione, non è poi accaduta” – chiarisce Spensieri. “Tutti hanno visto come nello stesso periodo siano caduti sì e no dieci centimetri, come da mia previsione. In tutto questo c’è qualcosa che non va dunque, e non ci si può stupire se poi i comuni molisani hanno difficoltà a gestire la situazione”. Da qui il consiglio di Spensieri che propone ai comuni molisani di consorziarsi tra loro per affrontare in maniera migliore l’emergenza, ma anche per dotarsi di una propria rete di previsori che conoscano bene il territorio e possano fornire previsioni meteo su misura. Che sia questa la strada da seguire per il futuro? Fabio Fatica |
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