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“Chi vuole lavorare non ha bisogno di deleghe” | Stampa |
Scritto da Carmela Mariano   
Sabato 11 Febbraio 2012 08:30

Alessandro_pascaleParla Alessandro Pascale, Consigliere comunale PdL

Assieme all’emergenza maltempo in questi giorni il Comune di Campobasso ha dovuto fare i conti anche con l’emergenza “maggioranza”. Le fratture all’interno della coalizione guidata da Gino Di Bartolomeo, infatti, hanno invaso tutti i giornali locali. Cinque consiglieri (Cancellario, Columbro, Gesulado, Ambrosio e Niro) hanno preso le distanze dalle recenti decisioni in materia di farmacie comunali: l’Amministrazione batte sulla vendita delle stesse; i “dissidenti” si oppongono con forza. Uno scontro che potrebbe mettere a serio rischio anche il normale svolgimento della macchina comunale. Dal fronte del partito maggioritario, il PDL, i cinque sono ormai fuori senza che ciò comporti disservizi dell’Amministrazione. Ne abbiamo parlato con il vice capogruppo in Consiglio, Alessandro Pascale.
Consigliere Pascale, cinque Consiglieri di maggioranza hanno già manifestato il loro dissenso nei confronti dell’operato del Sindaco. Il PdL come si posiziona nei confronti di questa frattura? “Diciamo che, alla luce dei fatti, i 5 Consiglieri sono fuori dalla maggioranza. Quindi siamo passati da 29 a 23 Consiglieri. Questo non è dovuto a un discorso di provvedimenti del Consiglio ma ognuno di loro ha manifestato diversi dissensi. Non si tratta di un’azione congiunta ma di un gruppo che si è trovato, anche involontariamente, accomunato da personali divergenze con l’Amministrazione. Ovviamente noi stiamo cercando di lavorare anche in vista di questa emergenza neve unitamente con Regione, Protezione Civile, Prefetto e Sea. Spero che nei prossimi giorni qualcuno di questi Consiglieri possa ritornare sui suoi passi perché non si può smantellare un’intera maggioranza per i dissensi di qualcuno”.
Ma, quindi, voi del PdL che rappresentante il partito maggiore, avete provato a dialogare con i cosiddetti “dissidenti”? “Come ben sai, noi del PdL cerchiamo sempre di trovare una mediazione. Ovviamente, nel momento in cui si è innescata questa miccia riteniamo che abbiano tutte le pregiudiziali per andare in opposizione. Votando contro i provvedimenti del centrodestra automaticamente, hanno mostrato di appoggiare il centrosinistra. Penso che nei prossimi giorni noi di maggioranza ci riuniremo per discutere della cosa anche perché, tra le opere che l’Amministrazione ha in mente di attuare, molte riguardano la viabilità e le strade. Si tratta di settori, come l’urbanistica, fino ad ora curati da Gesulado, Ambrosio, Cancellario e Columbro. Insomma, sono figure importanti che hanno dato sicuramente un contributo importante alla città ma che ora devono fare i conti con scelte personali. Per quanto ci riguarda, fino a quando raggiungiamo il numero legale minimo per andare avanti, ovvero 21 Consiglieri, ci assumeremo le nostre responsabilità per concludere il mandato”.
Ci sono stati Consiglieri di maggioranza che hanno denunciato atteggiamenti di mobbing e dittatura all’interno dello schieramento... “Io sono uno di quei Consiglieri che ha sempre avuto deleghe in materia di commercio e penso che, chi vuole davvero lavorare, non ha bisogno di deleghe. Atteggiamenti dittatoriali non ne ho mai visti. In questi anni ho notato che i Consiglieri sono quasi tutti delegati, ovviamente di questo strumento non si può fare un uso improprio. Ci sono posizioni che non bisogna scavalcare perché si deve rispettare l’azione di Giunta e il coordinamento da parte del Sindaco. Se poi ognuno decide di seguire una strada propria se ne deve assumere la responsabilità. Penso che il gruppo di maggioranza sia compatto e coerente. Ci sono poi diversi luoghi in cui si può esprimere la propria opinione e dare il proprio parere, ma tra questi non c’è il Consiglio comunale”.
In vista di questa scissione all’interno del gruppo, il Sindaco ha annunciato di volersi dimettere, poi ha ritrattato. Questo tipo di “tira e molla” è stato effettuato più volte nel corso del suo mandato. Non crede che tale atteggiamento possa rendere la figura del Primo Cittadino poco credibile? “Non è che ha ritrattato, semplicemente ha dichiarato che, se non avesse avuto più la maggioranza, si sarebbe dimesso. Ovviamente non si può buttare all’aria tutto il lavoro fatto dall’Amministrazione in questi anni solo perché la maggioranza si riduce. Non c’è stato un ripensamento ma solo una presa d’atto. Noi abbiamo consegnato alla stampa un documento congiunto a firma dei 23 Consiglieri di maggioranza dove si dà la piena e incondizionata disponibilità a continuare a dare fiducia a questo governo”.
Il pomo della discordia è stata la decisione della vendita di una delle farmacie comunali. Perché scegliere di vendere un bene i cui introiti vanno direttamente nelle casse comunali anziché indire concorsi? Sbarazzarsi dei beni comunali è davvero l’unica strategia pensata dall’Amministrazione? “Non è proprio così. Per quanto riguarda la vendita dei beni del Comune noi abbiamo fatto un piano a lungo termine. Il caso della farmacia ha seguito un’altro iter. Dopo aver fatto una valutazione dal punto di vista contabile degli introiti delle farmacie comunali, abbiamo rilevato che questa in oggetto aveva un reddito molto basso. Inoltre all’interno vi erano solo tre farmacisti e nessun concorso è stato fatto per potenziare il lavoro. Non potendo più assumere altre figure professionali, la Giunta ha assunto un provvedimento secondo cui gli stipendi verranno pagati dagli stessi Assessori. È vero che si poteva indire il concorso. Ora ci siamo occupati del corpo dei vigili urbani e presto provvederemo anche per i farmacisti. Nel frattempo stiamo intavolando un accordo con l’Asrem affinché si prenda carico dei costi delle farmacie comunali. È importante però sottolineare che, anche se la vendita andasse in porto, il servizio per i cittadini del quartiere rimarrebbe”.
Carmela Mariano

 

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