|
Scritto da Antonella Pompa
|
|
Domenica 05 Febbraio 2012 10:00 |
Attiva all’Ospedale San Timoteo di Termoli la donazione del cordone ombelicale, ricchissimo di cellule staminali
In un periodo in cui la sanità molisana è in sofferenza con enormi disagi sulle strutture ospedaliere, vale la pena di spendere una riflessione su una grande opportunità che si è aperta al San Timoteo di Termoli e, a qualche mese dalla sua partenza avvenuta lo scorso ottobre, sta riscuotendo vari consensi tra le donne in gravidanza.
Si tratta della donazione del sangue del cordone ombelicale, un gesto molto importante per le future mamme, un atto di solidarietà verso bambini o adulti affetti da gravi patologie. Un dono importante, che non costa nulla, se si pensa che il cordone ombelicale, che al momento della nascita di solito verrebbe buttato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. Per questo chi decide di donare quel sangue offre a tante persone malate una speranza in più di guarire e tornare alla vita; infatti le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale possono essere un valido aiuto nel caso di malattie ematologiche, come anemie o leucemie, linfomi e alcune malattie del sistema immunitario. La donazione è assolutamente indolore e innocua per la madre e per il neonato e la raccolta viene eseguita da personale ostetrico, mediante sacche apposite monouso che successivamente verranno etichettate con codici a barre per garantirne la “tracciabilità”, nel rispetto della privacy, e inserite nel registro dei donatori. Il trasporto alla Banca avviene entro 36 ore dal prelievo dentro appositi contenitori che assicurino l’integrità e la purezza e il nostro ospedale di Termoli è convenzionato con la Banca del Cordone Ombelicale del Policlinico Gemelli di Roma. Certamente per la donazione bisogna rispettare determinati criteri, principalmente l’essere in buone condizioni di salute, senza patologie particolari a carico di entrambi i genitori, proprio per ridurre il rischio di trasmettere malattie al ricevente. Infatti “l’arruolamento” è molto rigido e selettivo e viene svolto mediante dettagliati questionari clinici compilati dal personale sanitario durante il colloquio d’intervista con la donatrice, così come anche a Termoli dove c’è personale appositamente formato per questo progetto, molto preparato e in grado di aiutare le coppie che vogliano effettuare questo passo, fornendo loro tutte le spiegazioni del caso e aiutandole nel chiarimento di alcuni dubbi che possono sorgere. Donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino rappresenta dunque un prezioso contributo per la ricerca e una importante possibilità di cura per chi è affetto da gravi malattie.
Antonella Pompa |