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Il Vietri passa a Campobasso - Ad Agnone, Larino e Venafro parte degli ospedali convertito in casa di riposo - Rispunta il progetto della megaclinica privata tra Isernia e Venafro - Sforbiciata a posti letto e a reparti ospedalieri
Nell’esaminare l’atto aziendale della Asrem dopo aver visto alcuni aspetti organizzativi e la questione dei distretti sanitari (quando il dirigente dirige se stesso) passiamo alla rete ospedaliera vera e propria. “La riorganizzazione della rete ospedaliera prevede i tre Presidi Ospedalieri di riferimento: PO Cardarelli DEA di II livello di Campobasso con annesso lo stabilimento Vietri di Larino PO Veneziale di Isernia DEA di I livello con annessi gli stabilimenti SS Rosario di Venafro e Caracciolo di Agnone PO S.Timoteo di Termoli DEA di I livello”.
Partiamo da
Larino. Il Vietri, accorpato a Campobasso, servirà a decongestionare
alcune strutture di Campobasso ed allocare alcuni centri di eccellenza.
Inoltre avendo l’ospedale Vietri “spazi più ragguardevoli” ospiterà
alcune attività didattiche della facoltà di medicina dell’Università del
Molise. Larino manterrà il polo oculistico e la riabilitazione. In
pratica un distretto sanitario con la forma esterna ancora da ospedale.
Andiamo a Venafro e Agnone. Anche qui le esigenze di razionalizzazione
dei costi non vengono richiamate esplicitamente ma si parla di
accorpamento all’ospedale di isernia per decongestionare la stessa
struttura del capoluogo pentro. A venafro resterà il polo ortopedico e
viene richiamato inoltre il progetto del mega ospedale unico in project
financing tra Isernia e Venafro (quello che ha già destato più di una
perplessità nell’opinione pubblica, anche perché comporterebbe in
sostanza la nascita di una mega clinica privata). Per Agnone l’atto
aziendale è alquanto crudo:va ridimensionato alla effettive esigenze del
territorio. Anche qui l’effetto è quello, sostanziale, di due distretti
sanitari con alcuni posti letto (anche a Larino ci saranno) di rst,
ossia residenze sanitarie territoriali. Cosa sono le Rst? Sintetizzando
sono delle case di riposo, dove c’è minore necessità di assistenza
sanitaria, ospedaliera e farmacologica e conseguenti minori costi per il
servizio sanitario rispetto ai posti letti tradizionali, quelli
cosiddetti per le acuzie. Va detto però che, con l’incremento della
popolazione anziana specie nella nostra regione, questa scelta non è
sbagliata. Ma si tratta comunque di riconversione, e se prima a Larino,
Venafro e Agnone c’erano degli ospedali oggi ci saranno degli ambulatori
specialistici ed una casa di riposo per anziani o lungodegenti.
Qualcuno a questo punto si potrebbe chiedere, e a Termoli in tanti si
sono chiesti, perché Larino non è stato accorpato al San Timoteo di
Termoli. Parliamo di quindici chilometri di strada di agevolissima
percorrenza, rispetto ai 50 che dista Campobasso. L’atto aziendale
motiva così: “Appare opportuno liberare il P.O. di Termoli da oneri
organizzativi per lo stabilimento Vietri di Larino, attesa la
significativa valenza che lo stesso presidio assume in una zona ad alto
impatto turistico. Da qui la necessità di concentrare sforzi ed
investimenti in un unico stabilimento”. In pratica Termoli è già troppo
intasata, visti i flussi turistici, e quindi il Vietri viene accorpato a
Campobasso. Logicamente allora si potrebbe pensare che il san Timoteo ,
non venga toccato dal complessivo ridimensionamento della rete
ospedaliera. Sbagliato ( e questo ha fatto infuriare molti politici
della cittadina adriatica). L’atto aziendale precisa come la
riorganizzazione della rete ospedaliera prevede una riduzione
complessiva delle Unità operative complesse. Diamo adesso un po’ di
numeri della rete ospedaliera prevista dall’atto aziendale. Il
Cardarelli, per i ricoveri ordinari, disporrà di 336 posti letto, il
Vietri 64 per un totale di 400. Larino avrà 40 posti per Rst (la casa di
riposo, per intenderci). L’ospedale di Isernia avrà 125 posti letti
ordinari, Venafro 52 e Agnone 34, con 40 posti di Rst ciascuno per
Venafro e Agnone. Termoli disporrà di 142 posti letto ordinari. Le unità
operative complesse, ossia quelli che volgarmente vengono chiamati
reparti si ridurranno dagli attuali 93 a 62. Infine lo stesso atto
aziendale informa come siano previsti dei protocolli interaziendali per
oncologia e cardiologia con l’università Cattolica di Campobasso e per
le neuroscienze con la Neuromed di Pozzilli. Manca in questo caso
l’entità dei posti letti così individuabili.
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