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Si rinnova anche quest'anno, il consueto appuntamento con la musica jazz nel castello di Monteroduni.
Sono ormai trascorsi vent'anni da quando l'idea di un festival jazz che omaggiasse il compianto Salvatore Massaro, in arte Eddie Lang, figlio di molisani emigrati in america e primo tra i grandi virtuosi che fecero della chitarra uno strumento solista, strappandolo dalle seconde file delle orchestrine degli anni '20 per farla diventare vero e proprio pilastro portante della musica.Vent'anni di nomi celebri, che si sono alternati nelle splendide serate che hanno fatto da cornice ad un castello ancora incantato. Rava, Galliano, il grande Michel Petrucciani, i virtuosi dello shred Gambale e Garsed, il gitano Birelly Lagrene, solo per citarne alcuni. Personaggi che hanno incantato, che hanno saputo regalare sogni a spettatori per nulla dormienti.
Le prodezze
di Stanley Jordan che sfiorava la sua chitarra suonata a dieci dita come
un pianoforte, o quel basso maledettamente funky di Marcus Miller,
folletto ispiratore nientemenochè di Miles Davis. Quest'anno il nome che
conta è quello di GREG HOWE il 6 agosto. Per i meno esperti potrebbe
essere un nome già sentito, per gli addetti ai lavori un chitarrista da
ascoltare con vocazione evangelica. Difficile tenere fuori il nome di
Greg Howe da un ristretto olimpo dei chitarristi, senz’altro fra i primi
10 di ogni genere per le sue qualità tecniche e le doti di versatilità e
disciplina. Michael Jackson scelse Greg Howe per l’History Tour del
1996; più di recente, Justin Timberlake ha voluto Greg Howe sia per i
suoi megaspettacoli da solista sia per gli impegni con i NSYNC. Del 2003
è il disco capolavoro Extraction, realizzato da Greg Howe con Victor
Wooten eDennis Chambers. Del 2004 è la tournée con il prodigioso
bassista giapponese Tetsuo Sakurai, il tastierista Akira Onozuka e
Dennis Chambers. Del 2008 è Soundproof, l’album (il nono da solista)
della sua piena maturità. Altro artista degno di lode e meriti è senza
dubbio FABRIZIO BOSSO. L'erede naturale di Enrico Rava, torna al
festival dopo quattro anni, quattro anni che gli hanno consentito di
spiccare il volo e di legare il proprio nome a star di mezzo mondo.
Tutti i più grandi hanno fatto, stanno facendo, e faranno a gomitate per
duettare con lui. Celebri le sue partecipazioni a San Remo,
accompagnando come ospite d'onore Ornella Vanoni. Appuntamenti
imperdibili quindi, per gli amanti del genere che fu di Luis Armstrong
ed Eddie Lang. Appiuntamenti da scoprire per chi è a digiuno di jazz ma
sente un languorino di fondo.
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