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La Giunta regionale ha revocato, assente l’Assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano, la propria precedente delibera, la numero 487 con la quale in pratica veniva applicata una sanatoria generalizzata per tutte le aziende che avevano usufruito di contributi in base al Por 2000-2006. La delibera 579 è stata proposta alla Giunta dall’Assessore alle Attività Produttive, Franco Giorgio Marinelli e dall’Assessore al Lavoro Angiolina Fusco Perrella. Una delibera, la 487 che aveva suscitato non poche perplessità ed anche qualche accesa polemica politica, vista che il consigliere di opposizione Massimo Romano aveva sollevato molti dubbi sulla liceità di una siffatta operazione. La delibera stabiliva una sorta di condono tombale per tutte quelle aziende che aveva usufruito di contributi del Por impegnandosi ad effettuare un certo numero di assunzioni di personale e poi non avevano effettuato tale immissione di nuovo personale dipendente.
In base alla normativa vigente a
tale aziende andava revocato il contributo e riattribuito alle altre
aziende presenti nella graduatoria. Con la delibera 487 tutto questo non
sarebbe più accaduto, visto che, a causa della crisi economica, tali
aziende potevano trattenere il contributo già incassato. Il
provvedimento aveva suscitato, al di là delle polemiche politiche, più
di qualche peprlessità tra gli operatori tecnici, stante la sua
applicazione generalizzata e non puntualizzata dalla delibera stessa.
Inoltre la delibera avrebbe potuto innescare un contenzioso assai esteso
da parte di tutte quelle aziende che, in caso di revoca, avrebbero
potuto usufruire della contribuzione. Oggi la delibera 579 accoglie
queste perplessità. Nella motivazione della delibera infatti si legge
come “il provvedimento(la precedente delibera) è da ritenersi non
adeguatamente definito in termini di : indicazione delle misure/azioni
del Por Molise 2000-2006 interessate; riferimenti amministrativi di
approvazione; riferimenti alla specificità dei singoli indicatori di
verifica considerati; tipologia dei provvedimenti assunti;dettaglio
delle verifiche da porre in essere; operatività successiva ai
provvedimenti assunti”.
Una motivazione quindi che non lascia dubbi,
tanto è vero che la Giunta determina all’unanimità (ma con l’assenza di
Vitagliano, che aveva invece promosso la precedente delibera) di
annullare la delibera numero 487 del 21 giugno 2010 e tutti gli atti
conseguenti “in autotutela ai sensi dell’art. 21 nonies della 241/90
rinvenendo le condizioni di cui al comma 1”. Ma cosa dice l’articolo 21
nonies della legge 241/90, comma 1? Ecco il testo “Il provvedimento
amministrativo illegittimo ai sensi dell'articolo 21-octies può essere
annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico,
entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei
destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato,
ovvero da altro organo previsto dalla legge”. In pratica la Giunta con
questa formula ha riconosciuto l’illegittimità della precedente
deliberazione e ha provveduto al suo annullamento. In ogni caso i
tecnici del settore titano un sospiro di sollievo, perché la precedente
delbera poneva una serie di problemi tecnici e interpretativi
praticamente insolubili e alterava un quadro di consolidata applicazione
delle normative in materia di agevolazioni alle imprese.
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