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Il Molise a san Pietro. Francesco, il dialogo come invito a saper ascoltare. Di dialogo vive anche la Chiesa

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Oltre 1000 i fedeli delle due diocesi molisane (Campobasso –Bojano e Termoli –Larino) che, accompagnate dai vescovi Bregantini e De Luca, hanno partecipato all’udienza di sabato 22 ottobre per vivere il pellegrinaggio giubilare a conclusione del cammino per gli eventi giubilari svolti e in corso di svolgimento nel proprio territorio diocesano. «Ascoltare, spiegare, con mitezza, non abbaiare all’altro, non urlare, ma avere un cuore aperto». Così Papa Francesco ha parlato ai centomila fedeli presenti in piazza San Pietro per la penultima delle udienze giubilari prima della chiusura dell’Anno Santo della Misericordia. Dopo aver assistito alla catechesi del Santo Padre papa Francesco sul dialogo, partendo dall’episodio evangelico dell’incontro tra Gesù e la samaritana come importante aspetto della Misericordia, le due comunità diocesane del Molise hanno proseguito il pellegrinaggio in San Pietro per attraversare la Porta Santa. Nel pomeriggio una Celebrazione Eucaristica nella chiesa di Santo Spirito in Sassia è stata presieduta dall’arcivescovo GianCarlo Bregantini animata dal coro diocesano diretto da don Giuseppe Graziano.

Presenti anche alcune comunità religiose femminili, laici impegnati nei gruppi e movimenti, famiglie con bambini. Entusiasmo gioia e commozione nella calda giornata di sole ottobrino dove la riflessione di papa Francesco sul “dialogo” ha scaldato il cuore dei molisani unitamente al cuore della folla che ha riempito piazza san Pietro e oltre. «Il dialogo – ha fatto notare il Papa - in tutti i contesti sociali: nelle famiglie, tra marito e moglie e tra genitori e figli, tra insegnanti e alunni, tra dirigenti e operai. Così come di dialogo vive anche la Chiesa». Senza peraltro tralasciare il richiamo al «creato e alla responsabilità che tutti abbiamo di salvaguardare la casa comune» e «al dialogo tra le religioni, per contribuire alla costruzione della pace e di una rete di rispetto e di fraternità.

Il dialogo abbatte i muri delle divisioni e delle incomprensioni; crea ponti di comunicazione e non consente che alcuno si isoli, rinchiudendosi nel proprio piccolo mondo». E, alzando lo guardo sulla piazza sorprendendo ancora una volta i presenti con una improvvisazione a braccio, il Pontefice ha invitato a non dimenticare che «dialogare è ascoltare quello che mi dice l’altro e dire con mitezza quello che penso io. Se le cose vanno così, la famiglia, il quartiere, il posto di lavoro saranno migliori». Al contrario «se non lascio che l’altro dica tutto quello che ha nel cuore e incomincio a urlare — oggi si urla tanto — non andrà a buon fine questo rapporto tra noi», né quello «fra marito e moglie, tra genitori e figli». Durante l’udienza il santo Padre ha ricordato la memoria Liturgica san Giovanni Paolo II e il viaggio compiuto nella sua patria. Al termine il Papa ha salutato i numerosissimi fedeli e ha concesso il “baciamano papale” anche ad alcuni sacerdoti della diocesi di Campobasso –Bojano, tra cui don Rocco Di Filippo arciprete della Cattedrale di Bojano.

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