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Scritto da Aigor
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Lunedì 28 Novembre 2011 08:00 |
Gino Di Bartolomeo ha convocato una conferenza stampa ad hoc: “non ho soldi non ce la faccio più, io sforo il patto di stabilità”. Amen. Anche perché, sempre secondo il facondo Sindaco campobassano, a Roma gli hanno detto che in definitiva non succede quasi niente. Al che uno dovrebbe chiedersi perché il patto di stabilità esiste, visto che sforarlo o sforarlo non comporta praticamente nessuna conseguenza. Ma è proprio così?
Chi sfora il patto di stabilità incorre in sanzioni. “Quisquilie, pinzillacchere, ti riducono del 3% i trasferimenti” ha tuonato big, o semibig, Gino. In effetti c’è una riduzione del 5% (e non del 3%) dei trasferimenti disposti dal Ministero. Ma chi sfora il patto di stabilità ha anche altre sanzioni, di cui una, forse, è anche salutare. Le spese correnti sono contenute nel limite minimo dell’ultimo triennio, non si possono fare mutui, prestiti o finanziamenti a qualsiasi titolo per gli investimenti, non si possono fare assunzioni di personale, neanche nella forma di collaborazioni coordinate e continuative o con contratti di somministrazione. Ultimo, ed è l’unico punto positivo: si tagliano del 30% le indennità e i getto di presenza degli amministratori comunali. Insomma caro Sindaco di Campobasso: se oggi non hai soldi l’anno prossimo ne avrai ancora di meno. Ma anche qui, oltre alla riduzione dei costi dei politici di Palazzo San Giorgio, forse riusciamo a vederci una notizia positiva: il Comune non avrà neanche i soldi per realizzare quei maledetti dossi non regolamentari che tempestano le strade di Campobasso e incrementano il giro d’affari di carrozzieri e meccanici del capoluogo regionale… |