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Scritto da Aigor
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Domenica 24 Aprile 2011 10:40 |
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Le prossime elezioni provinciali si stanno avvicinando e sono cominciati i fuochi di artificio. Il Presidente uscente, Nicolino D’Ascanio da Montenero non sarà certamente quello rientrante, visto che non si è ricandidato. Ma D’Ascanio uno che professionalmente fa il politico, cioè che ci campa, non si è ricandidato non solo per le percentuali millesimali di uscire vittorioso ma anche perché lo attende una sfida ben più significativa, quella delle prossime regionali, dove il buon Antonio Di Pietro gli ha garantito una sicura protezione.
D’altronde il jackpot delle regionali non ha nulla a che vedere con quello delle provinciali: parliamo oltre di 10.000 euro al mese, oltre a portaborse, ufficio e pensione da nababbo contro il misero gettone di semplice consigliere, arrotondabile solo con i rimborsi spese se non si risiede a Campobasso. Per molti però anche questo appannaggio, che diventa uno stipendio vero e proprio di qualche migliaio di euro se si diventa assessore provinciale, può essere un obiettivo valido da raggiungere. Magari risparmiando sui soldi da spendere per la campagna elettorale, magari dividendoli con un amico. E quanto stanno facendo due candidati gemelli del centro destra, il duo di piadena Mucci e Varra che ha deciso di affittare un solo trotter e di stampare un solo manifesto per la propria campagna elettorale. Sono candidati nei collegi di Campobasso 2 e 3 e quindi il camioncino deve solo allungare un po’ il proprio giro per far vedere all’elettore i loro due ritratti. Magari qualche elettore non capirà chi è il proprio candidato e magari, visto l’appeal della loro proposta, li voterà tutti e due. E Mucci e Varra nella scorsa legislatura stavano dall’altra parte della barricata. Un fatto che nella complessa gestione di D’Ascanio, un guazzabuglio politico di rara portata, ha riguardato tanti. Uno però non ha cambiato raggruppamento, almeno sulla carta. Parliamo di Remo Grande da Guardialfiera, Consigliere uscente dell’UdC oggi candidato di Molise Civile. Lui era stato eletto nel centro destra e oggi si ripresenta nel centro destra. Peccato che si è preso una vacanza di un paio di anni quando stava a Palazzo Magno, e grazie al suo soccorso rosso permise a D’Ascanio Nicolino di superare una delle sue tante crisi politiche ed esistenziali del suo mandato. Ma uno con un nome così, con un’ambizione così, un Remo così grande non si fa certo scoraggiare da queste quisquilie e da queste pinzillacchere. Per il resto abbiamo oltre 500 candidati in cerca di fortuna e visibilità, in cerca a volte di un lavoro a volte di una semplice retribuzione per non fare nulla. Ma si sa alla fine chi decide è l’elettore e quindi a lui il consueto consiglio, purtroppo non sempre seguito negli ultimi anni: vota bene. |