Il nuovo statuto regionale è sostanzialmente una porcheria e non solo per l’aumento dei consiglieri regionali. Il nuovo statuto è infatti pieno di posti per i consulenti, per gli esperti, fiumi di soldi per i comitati speciali, per le consulte, per i sottosegretari. Ma chi ha deciso questo capolavoro? 30 signori, tranne due, Pangia e Natalini, che soli hanno avuto le palle per, come direbbe Vasco Rossi, dire no. Gli altri hanno votato a favore, sono andati a fumare una sigaretta al momento del voto, stavano a casa a giocare alla playstation, si sono astenuti per fare bella figura.
Qualche esempio, e ci scuseranno quelli che non citeremo ma sui quali torneremo per spirito di giustizia in una prossima puntata, Michele Picciano, Presidente del Consiglio regionale, uno che mette il lampeggiante fuori il bagno perché lui non fa la pipì come i comuni mortali ma espleta invece “inderogabili funzioni istituzionali”. Antonino Molinaro, uno che crede che il problema del Molise si risolva con un’unica, immensa festa del farro che da Trivento possa irraggiarsi su tutto il territorio regionale. Enrico Fanelli, uno che non esiste più da almeno venti anni e che in Consiglio regionale è rappresentato da un ologramma, una proiezione tridimensionale che parte dalla rocca di Riccia ogni volta che si riunisce l’assemblea. Vincenzo Bizzaro, uno che di veramente bizzarro ha solamente il fatto di esistere, politicamente si intende. L’astenuto Vincenzo Niro, un passato da agente penitenziario , un presente mastelliano e un futuro da popolare per Baranello e per “chi mi battezza mi è compare”. Danilo Leva, Segretario regionale del Partito Democratico, arrivato da Fornelli per cucinare una orribile pietanza di finto oppositore pseudo democratico. Nicandro Ottaviano, ex Italia dei Valori, oggi battitore libero, un venafrano con licenza edilizia per uccidere. Michele Petraroia, rivoluzionario e oppositore con il ciclo mestruale, tre settimane si e una no, guarda caso quella in cui si vota lo statuto regionale. Pardo D’Alete, una vita in Consiglio, in nome del comunismo, del Pci, del Pds, dei Ds del Pd, del movimento cooperativo, della coop sei tu, della spesa la domenica, del prendi 3 paghi due, del sottocosto e soprattutto dei fatti propri. Francesco Totaro da San Martino in Pensilis, socialdemocratico, figlio di socialdemocratico, segretario dei giovani socialdemocratici che ha scambiato il Consiglio regionale per una sfida avvincente tra giovani e giovanotti senza manco la corsa dei carri. Signori questo sono solo alcuni dei 28 che hanno fatto arrivare il nuovo statuto regionale in porto. Lo hanno fatto in un palazzo, Palazzo Moffa, che porta il nome di un fortunato commerciante di pantaloni a prezzi popolari di Campobasso degli anni settanta. Attenzione però: tutti questi 28 signori, cari molisani, li avete eletti voi, con il vostro voto e con la vostra preferenza. Come diceva una vecchia pubblicità: meditate, gente, meditate. |