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Scritto da Aigor
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Domenica 27 Febbraio 2011 08:00 |
“Uagliomachestaricenne? E’ l’intercalare classico, in pieno slang campobassano, del grande interprete della tradizione amministrativa, folkloristica e politica del capoluogo regionale, l’attuale Sindaco Luigi detto Gino spesso Big Gino Di Bartolomeo. Questo intercalare il Sindaco lo usa quando è temporaneamente occupato in un’altra conversazione con il proprio cervello. E’la frase da risponditore automatico, il format che usa per non lasciare in silenzio l’interlocutore pur avendo altro a cui pensare. E di cose a cui pensare Big Gino ne ha davvero. Prendiamo la nuova amministrazione comunale.
In campagna elettorale ha tuonato contro le speculazioni edilizie, contro i palazzinari, quei maledetti cementificatori del centro sinistra. Da arruffapopolo trasformatosi in Sindaco tutta questa verve anticubature è finita come d’incanto. Anzi. Le ruspe e le gru sono più che attive che prima, anche nel pieno centro di Campobasso e la produzione di appartamenti da vendere non sa si bene a chi continua indefessa. “Uagliomachestaricenne?” la sua presumibile risposta. Ma non finisce qui. Vogliamo parlare della struttura del comune di Campobasso. “Ilcaccforaattutquant” tuonava il Sindaco del popolo, il Sindaco dei mille compari e dei mille battesimi, delle mille cresime e delle mille comunioni quando ancora aspirava alla carica di primo cittadino. Arrivato sulla poltrona di Palazzo San Giorgio la situazione è cambiata d’incanto. Tranne Iacobucci, il general manager che se ne è andato perché il centro destra gli ha riservato un prestigioso incarico all’Arsiam, gli altri non solo sono rimasti ma sono diventati più forti e influenti di prima. Neanche con il centro sinistra il potere di alcuni di questi dirigenti, alcuni dei quali hanno rivestito anche incarichi politici con rifondazione comunista era stato così ampio e penetrante. Magari è giusto così, ma allora Gino il comparone si poteva stare zitto prima. Il fatto è che Gino è un Sindaco all’antica, un Sindaco pane e salsiccia per rimanere ad una delle sue pietanze preferite. Ha fatto il guardiano al castello Monforte, e speriamo lo abbiano munito di una scorta sufficiente di panini con la salsiccia per affrontare le rigidità invernali, con una mossa da marketing che ricorda la mietitura del grano del duce anni 30. Ed in effetti il problema di Gino, tra un “Uagliomachestaricenne” e un altro, è che lui è irrimediabilmente fuori moda, old fashion per usare una terminologia più a la page. Una cartolina politica sbiadita, ormai ingiallita che nel terzo millennio produce tanto fumo e poco arrosto, tutt’al più quello della salsiccia con cui imbottire i suoi amati panini. |