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Scritto da redazione
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Sabato 09 Aprile 2011 08:30 |
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Il Governo boccia la legge finanziaria della Regione nella parte in cui, tra l’altro, disponeva l’assunzione di informatori scientifici per abbassare il prezzo di acquisto delle medicine
Nel 2018, dopo una selva di adempimenti e di decreti attuativi, entrerà pienamente in vigore in Italia il federalismo. Per il Molise non si tratterà di una passeggiata e si arriverà indubitabilmente ad una pesante presa di coscienza di quanto fragile è il nostro equilibrio finanziario e di quanto importante sia che il danaro pubblico venga speso con attenzione, atteso che ne arriverà sempre di meno. Un esempio c’è già oggi. La bozza di decreto sul federalismo regionale, ossia sui meccanismi di riparto dei fondi per le singole regioni, già spiega con attenzione quale sarà l’andazzo.
Il fondo perequativo, un fondo in cui le regioni che hanno un gettito fiscale più significativo (quelle del nord, per intenderci) versano risorse da cui attingono quelle che hanno un gettito fiscale meno significativo (quelle del Sud, sempre per intenderci), pone già dei paletti chiari. Il Molise per le funzioni chiamate non fondamentali, ossia opere pubbliche, interventi ambientali, promozione del turismo e tutto quello che non è sanità, istruzione, assistenza sociale e trasporto pubblico locale (funzioni fondamentali che saranno finanziate con il riparto dell’Iva versate sul territorio) riceverà dal fondo perequativo circa 15 euro ad abitante. In soldoni sono poco meno di 5 milioni di euro, soldi che le altre regioni e i contribuenti delle altre regioni daranno a noi per fare gli investimenti e le opere pubbliche e tutto quello che non è necessario. A questi 5 milioni di euro si aggiungeranno i soldi dei molisani, quelli derivanti dall’addizionale sull’Irpef, una posta che dovrebbe valere altri 15 milioni di euro. E poi fine. Una situazione ben diversa da quella odierna, dove specie per le opere pubbliche abbiamo ricevuto fior di quattrini dalle Casse del Mezzogiorno, dai Ministeri della partecipazioni statali, dal Cipe e da quant’altro. 5 milioni di euro l’anno e basta. Saranno quindi vacche magre per le casse regionali ma il 2018 è ancora lontano e allora continuiamo a provarci. Finchè dura fa verdura. Un esempio: il Governo oltre ad impugnare la legge regionale che approvava lo Statuto ha impugnato anche la legge 2 del 2011, la cosiddetta finanziaria del due febbraio scorso. Perché il Governo l’ha impugnata? Lo spieghiamo noi con semplicità. La legge ad un certo punto prevede che la Regione Molise possa assumere degli informatori scientifici cioè quelli che vendono i farmaci ai medici per abbassare i costi di acquisto delle medicine. Idea davvero singolare. Il Governo non ci sta: “il Tavolo degli adempimenti ed il Comitato permanente per l’erogazione dei Lea hanno valutato che, alla luce della grave situazione finanziaria determinata dai ritardi nell’attuazione dei piani di rientro, dalla insufficienza dei programmi operativi 2010 e della rete ospedaliera coerenti con gli obiettivi finanziari programmati, si sono consolidate le condizioni per applicazione del blocco automatico del turnover del personale del servizio sanitario regionale”. Cioè il sistema sanitario molisano è in deficit, è commissariato, figurati se può fare nuove assunzioni. Non solo. Anche il Governo è stupito dalla singolarità della ipotesi di legge: “l’informazione scientifica si legge nella impugnazione- è un’attività svolta dalle aziende farmaceutiche e non si esplica attraverso l’utilizzo di profili professionali previsti dalla legislazione vigente”. In tutto il mondo a pagare gli informatori scientifici sono le aziende che producono le medicine, solo nel Molise avremmo venditori di medicine pagati dalla Regione. Non solo. Nella stessa legge è previsto che si facciano ulteriori assunzioni nella sanità molisana con alcuni punteggi che la legge stessa individua e nei limiti della pianta organica. Il Governo obietta: è fatto divieto agli enti nei quali l’incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti enti possono procedere ad assunzioni di personale nel limite del 20 per cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente. Insomma in attesa del federalismo fiscale si cerca di raschiare il barile dei finanziamenti pubblici, a volte, come nel caso degli informatori scientifici anche con idee quantomeno balzane. |