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Scritto da redazione
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Domenica 27 Marzo 2011 06:56 |
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Iniziamo ad analizzare i conti e la realtà della cooperativa avicola di Bojano - Il margine è troppo basso e i costi specialmente del personale sono troppo alti
La Solagrital, la Cooperativa di lavorazione di carni avicole di Bojano la cui maggioranza delle quote è ormai della Regione Molise, continua a far parlare di sé. E’recente la notizia, sollevata dal Consigliere regionale Massimo Romano, di nuove difficoltà per il pagamento degli stipendi ai suoi dipendenti. Ma perché questa struttura, legata a doppio filo alle Arena Holding e alle sue politiche di commercializzazione, non riesce ad avere un percorso industriale e produttivo sereno? Come mai, dopo gli ingenti interventi della Regione Molise, la Solagrital non riesce ad avere una gestione finanziaria non problematica?
Sono tutti interrogativi complessi, vista anche la natura, la storia e l’attuale assetto proprietario della cooperativa. Cionondimeno è necessario dare all’opinione pubblica qualche elemento di giudizio in più, magari appoggiato più sui fatti e sui dati che non sulle opinioni più o meno informate. Per fare questo avviamo un’analisi sui conti disponibili della cooperativa, sul suo posizionamento economico e produttivo, sui propri equilibri finanziari. L’ultimo bilancio disponibile della Solagrital è quello del 2009. Partiamo dal volume di affari. Nel 2009 la cooperativa ha fatturato vendite per quasi 77 milioni di euro. Per fare questo fatturato la Solagrital ha acquistato materie prime, cioè essenzialmente polli, per quasi 58 milioni di euro. Tenuto conto che non c’è stato un significativo incremento delle merci in magazzino a fine anno è di tutta evidenza che è il business della Solagrital a non funzionare. Il margine, il ricarico o come lo si voglia chiamare della cooperativa è di 19 milioni di euro, ossia circa il 25% del fatturato. Ma la cooperativa ha pesantissimi costi di personale e quei 19 milioni lordi che ricava dalla vendita dei polli svaniscono a fronte di 16 milioni di euro di costi del personale e ben 8 milioni di euro di costi per servizi. E come si fa a portare avanti un business che nasce strutturalmente in perdita? Eppure leggendo la relazione alla gestione della Solagrital sembrerebbe che la scarsa marginalità sia stato un tema affrontato nel corso dell’anno. “Nel mese di gennaio 2009 la cooperativa ha stipulato un nuovo contratto di somministrazione con il principale cliente Codisal (gruppo Arena) tendente ad avere il pieno riconoscimento dei costi variabili e di produzione. Il contratto ha durata 5 anni e prevede un meccanismo di adeguamento periodico dei prezzi di listino in base alle variazioni di alcune componenti base del costo di produzione…”. Il punto qual è. E’che nonostante questo nuovo contratto con la Codisal la marginalità 2009, pur essendo in crescita rispetto al 2008 (dove si attestata intorno al 20% ma su un volume complessivo di circa 102 milioni di euro di vendite), resta largamente insufficiente a spesare i costi di produzione diretti, ossia materie prime, servizi e soprattutto costo del personale. E comunque anche questo nuovo contratto con la Codisal ha avuto una vita immediatamente tormentata. “All’interno dell’accordo era stato stabilito un budget di fornitura di circa 34.000 tons per l’anno 2009 purtroppo disatteso nel corso dell’esercizio”. A questo punto Solagrital ha chiesto e ottenuto che non ci fosse più la clausola di esclusiva nella fornitura e ha sottoscritto nella seconda metà del 2009 un accordo di fornitura di polli vivi e macellati con l’Agricola Tre Valli (Gruppo Aia) colmando così sia pure in parte le mancate produzioni verso il gruppo Arena (24.000 tons contro le 34.000 previste). Detto questo dei ricavi e dell’affannosa ricerca di mercati di sbocco per la propria produzione resta il problema costi. Che è un problema pesantissimo. E che affronteremo dettagliatamente nella prossima puntata. |