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Elezioni regionali: Iorio, Patriciello, Pallante e l'Udc | Stampa |
Scritto da Pietro Colagiovanni   
Sabato 19 Febbraio 2011 06:32

elezioniL'approfondimento/Divieto d'accesso (ogni lunedi alle 21,30 su Tlt Molise)

Si avvicina l'appuntamento elettorale più importante per il Molise e per i suoi abitanti: le elezioni regionali del prossimo novembre. Il potere vero, supportato da una poderosa macchina amministrativa e da un bilancio annuale di 1,2 milioni di euro e dalla gestione del servizio sanitario molisano risiede proprio nella Presidenza della regione e nella Giunta regionale. Ormai il governatore della Regione è in tutta Italia la persona che ha il maggiore potere nel territorio di riferimento e Michele Iorio nel Molise non fa differenza. Per questo le elezioni regionali sono per una comunità piccola come quella molisana un'occasione formidabile per confermare il potere esistente o per dare uno scossone completo, un cambio di paradigma si potrebbe dire, al sistema di potere sin qui esistente. Michele Iorio, tranne eventi eccezionali, chiederà al popolo molisano la riconferma per altri cinque anni di mandato. Nonostante le polemiche, anche feroci e la continua volte perfino irritante attenzione dei media nazionale su presunti episodi di malagestione, l'uomo politico di Isernia sembra avere ancora completamente in mano il pallino della situazione. Il sistema di potere da lui costruito, e a lui riferentesi, è esteso, pervasivo, ramificato e potente. Oltre a questo giocano a suo favore due ulteriori considerazioni. Iorio ha grandi capacità politiche e di leadership, ha un tocco persuasivo molto peculiare, ha una reale ascendenza su motli elettori a prescindere dai ritorni in termini di utilità e di vicinanza. In secondo luogo l'opposizione al momento non ha ancora saputo esprimere una personalità capace di contrastare Iorio politico e il suo sistema di influenza. D'altronde se il blocco alternativo a Iorio non riesce ad esprimere a novembre una sola candidatura i giochi sono fatti in partenza. Basta guardare i dati delle elezioni 2006. Iorio vinse, con il Polo delle Libertà, con circa 111.800 voti, pari al 54% dei consensi. Il suo avversario, Roberto Ruta dell'Unione raccolse 95.200 voti, pari al 46% circa dei consensi. Il fronte di Ruta era unitario e nonostante questo venne distanziato di ben 16.000 voti dalla coalizione di Iorio. Oggi dopo cinque anni di gestione praticamente solitaria dell'amministrazione regionale da parte del Presidente, con un consiglio dove Iorio ha praticamente potuto spadroneggiare, grazie anche a continui cambi di casacca di numerosi oppositori, non è pensabile che il suo consenso sia sceso a tal punto da poter rischiare di arrivare secondo in una corsa a tre candidati. In questo caso non c'è partita e le elezioni servirebbero solo a eleggere i 30 volti del consiglio, già preassegnato alla maggioranza del Popolo delle libertà. Ma anche se si arrivasse ad un candidato presidente unico delle opposizioni unite, la partita sarebbe comunque in salita. 16.000 voti di scarto non sono pochi. E la differenza la farebbe l'estensione della ipotetica coalizione. In particolare per avere speranze realistiche di successo dovrebbe essere una coalizione in cui il cosiddetto Terzo Polo ed in particolare i Futuristi di Fini fossero presenti, in particolare con qualche esponente capace di portare voti e consensi nella circoscrizione di Isernia, là dove Iorio nel 2006 ha costruito tutto il proprio successo elettorale con oltre 13.000 dei 16.000 voti di stacco del risultato finale. Ed ecco perché il coordinatore del Pdl, Ulisse Di Giacomo ha avviato una durissima campagna mediatica contro il coordinatore di Fli nel Molise, Quintino Pallante.

Il grande piccolo o medio centro?

 

Lo scenario politico molisano in vista delle regionali, come si vede è piuttosto chiaro. Da un lato il Presidente uscente in pole position, forte di una coalizione ampia e rodata, dall'altra un centro sinistra ancora alla ricerca di identità. Ma come sempre succede in politica quello che oggi sembra granitico, domani non potrebbe rivelarsi più tale. Dopotutto un sistema chiuso e granitico come quello di Hosni Mubarak dopo 40 anni è caduto in appena 18 giorni, quello di Iorio ovviamente non è paragonabile né in quantità né in qualità essendo un sistema perfettamente democratico comunque deve fare i conti con le mutevoli e cangianti forme della politica. Questo ha già consigliato il Presidente a siglare una pace,neanche tanto armata, con il suo nemico/amico di sempre, l'europarlamentare di Venafro Aldo Patriciello. Per un certo periodo di tempo Iorio è stato convinto dai falchi della sua cerchia di consiglieri che Patriciello poteva essere distrutto e annichilito, sia politicamente sia nei suoi interessi imprenditoriali, specie quelli nella sanità e nell'istituto Neuromed di Pozzilli, di cui la sua famiglia è proprietaria. L'operazione però non ha dato i risultati sperati, visto che Patriciello è tornato da trionfatore a Bruxelles e Neuromed ha combattuto in ogni sede con successo i tagli dei fondi sanitari a lei destinati, peraltro per lo più derivanti da pazienti extraregionali e pagati dalle regioni di provenienza. A questo punto Iorio ha compreso che la cosa poteva prendere una brutta piega ed ha trovato un accordo con Patriciello e con la sua emanazione politica, l'Adc del cognato Mario Pietracupa. Oggi tutto è tornato come ai bei tempi anche perché il consenso di Patriciello, stimabile in almeno 10.000 voti senza grosse forzature faceva da ago della bilancia se si andava al muro contro muro. Essendo poi per lo più voti della circoscrizione di Isernia Iorio, che è uno stratega politico sopraffino, ha deciso di chiudere la partita e togliersi un pericoloso problema in vista del suo terzo mandato da Governatore. Chiusa una partita, e complice le strane evoluzioni della politica nazionale, si sono aperte due nuove questioni, di attualità proprio in questi giorni. Da un lato Berlusconi, ormai arroccato in una guerra senza frontiere contro i suoi avversari, politici, editoriali e giudiziari ha emanato un diktat secco. Fuori l'Udc da tutte le Giunte regionali con il Pdl. Problema grosso per Iorio che ha nel suo esecutivo Luigi Velardi, commissario dell'Udc del Molise e suo fidatissimo collaboratore. Fortunatamente però la marea è rientrata. La sparata di Berlusconi è stata stemperata dal Polo della Libertà che, pur fedelissimo al proprio leader, non può non pensare alla gestione del consenso sul territorio. Buttare fuori l'Udc significava crearsi fronti di guerra dove non c'è n'è al momento bisogno e gettare nell'ansia fior di gestioni del Popolo della Libertà, specie al Sud, che governano con gli uomini di Casini. Retromarcia quindi e Velardi può tornare ad occuparsi delle grane dei trasporti e delle proteste dei lavoratori e degli utenti. Ma resta l'altra questione, più complessa. Futuro e libertà nel Molise si è costituita e fa capo a Quintino Pallante. Uno che pesa politicamente, e che, nonostante quanto ha affermato il senatore Ulisse Di Giacomo, capo dei falchi vicini al Presidente, i voti a casa li porta. Essendo poi di Frosolone la sua circoscrizione è Isenia e quindi il problema si complica. La prima scarica di insulti tra i due è fresca di qualche giorno. Ma non deve far paura. Si tratta di un saggio tattico per misurare le proprie forze sul teatro della politica molisana. E può essere solo un diversivo per reclamare posizioni in vista delle prossime elezioni. Il futurismo molisano, infatti, non sembra essere così granitico nell'avversione al Pdl. Alla Provincia di Campobasso infatti lo stesso Pallante ha già fatto sapere che appoggerà Rosario De Matteis se verrà candidato dal centro destra. Lo scenario è quindi fluido ma la grande capacità manovriera di Iorio potrebbe anche in questo caso, dopo un momento di polemica accesa per far capire le rispettive consistenze, far rientrare anche i futuristi nel grande calderone che lo dovrà condurre alla terza presidenza della Regione Molise.

 

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