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Scritto da redazione
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Domenica 21 Novembre 2010 07:19 |
I privati accreditati sono numerosi, ma quelli che fanno più parlare sono essenzialmente due, ossia la Neuromed, Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico, la cui proprietà è della famiglia dell'europarlamentare Aldo Patriciello e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con la sua sede di Campobasso. Questo non è del tutto realistico, perché ci sono privati accreditati nel Molise, come ad esempio il centro Potito a Campobasso che fatturano milioni di euro l'anno con il servizio sanitario molisano, ma è indubbio che su questi due nomi si incentrano tutte le attenzioni.
Partiamo da Neuromed. Il punto è che Neuromed al Molise costa poco. Neuromed infatti ha pazienti che per l'80% circa dei casi vengono da altre regioni, e i cui costi viene sopportato dai territori di provenienza. In soldoni Neuromed costa al Molise poco meno di 5 milioni di euro l'anno netti. Su 800 milioni la cosa rende l'argomento di non primissimo rilievo, anche se lo stesso Neuromed può e deve essere oggetto di ulteriore attenzione e analisi, come è giusto che sia trattandosi di fondi pubblici e tenuto conto che di questi tempi anche 5 milioni di euyro di spesa sono importanti. Ma Neuromed è anche una srl, è quindi almeno i suoi bilanci sono pubblici e questo almeno semplifica l'azione dell'analista. La stessa cosa non è vera per la Cattolica, che essendo Università, con cinque sedi in Italia e 14 facoltà non rientra tra le attività soggette a particolari regimi di trasparenza. Ma la Cattolica al Molise costa molto di più del Neuromed. Con un tasso di mobilità attiva(cioe i pazienti che arrivano da altre regioni) di poco superiori al 40% e con costi storici di circa 80 milioni di euro l'anno lordi, stiamo parlando di un impatto per i molisani di quasi 50 milioni di euro netti l'anno. Cioè 10 volte quello che si spende per il Neuromed. Certo la sicurezza psicologica, l'impatto su malattie anche di complessa trattabilità che questi privati forniscono alla comunità molisana sono fattori rilevanti, che non si possono risolvere solo in mere questioni di budget. Nello stesso tempo però con un deficit di 100 milioni di euro, lo spauracchio di ulteriori e insostenibili aumenti fiscali qualche riflessione deve pur essere avviata. E almeno devono essere chiari i conti e i dati su cui discutere. E tutti devono conoscere le cose come realmente stanno. Il vescovo di Campobasso Monsignor Bregantini ha mobilitato nelle settimane scorse la popolazione del capoluogo regionale contro i tagli alla Cattolica. Non ha fatto lo stesso quando si tagliavano, o meglio si chiudevano gli ospedali di Venafro, Agnone o Larino, quando lo stesso Cardarelli veniva ridimensionato grazie proprio alla Cattolica, quando Neuromed veniva ridotta anche nelle prestazioni extra regionali a casua di un feroce scontro politico tutto interno al Pdl molisano. Perchè invece Bregantini è sceso in campo per la Cattolica? Per motivi di vicinanza alla popolazione che soffre, certamente, anche perchè la Cattolica eroga cure di qualità ma anche per equilibri politici nazionali e per assetti di potere interni alle gerarchie ecclesiastiche italiane. La Cattolica, infatti, fa riferimento all'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, che è l'ente fondatore e garante dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ma cos'è l'Istituto Toniolo? E' una diretta emanazione della Curia Arcivescovile di Milano. Infatti a presiedere l'Istituto, che controlla la Cattolica inclusa la sede di Campobasso è l'arcivescovo di Milano Sua Eminenza Cardinal Dionigi Tettamanzi, un nome pesante nelle gerarchie vaticane. E nel comitato permanente del Toniolo troviamo anche Dino Boffo, ex direttore dell'Avvenire giornale dei Vescovi italiani impallinato in una feroce lotta politica dal Giornale di Vittorio Feltri. Tettamanzi rappresenta l'area più di sinistra della curia italiana, quella che controlla la Cei, la conferenza episcopale italiana, il giornale l'avvenire e per il tramite del Toniolo la Cattolica. La Cattolica che, va specificato, oltre alle Università possiede anche gli ospedali ed in primis l'ospedale dei Papi per eccellenza ossia il Policlinico Gemelli di Roma. Bregantini è un vescovo, molto ben introdotto nelle cose politiche vaticane e quindi, nel momento in cui si paventava un taglio alla Cattolica di Campobasso l'alert è arrivato direttamente dall'alto, dalla Cei di cui fa parte con una sola parola d'ordine mobilitazione. Questo per inquadrare al meglio le questioni. Poi ci torneremo in una prossima occasione, nella Cattolica c'è un altro nome di assoluto rilievo, questa volta economico e amministrativo. E' il procuratore della Cattolica, il direttore amministrativo, l'uomo dei conti e dei bilanci. Si tratta di Antonio Cicchetti, oggi anche subcommissario alla ricostruzione del terremoto in Abruzzo. Ma questa è un'altra storia che vi dovremo raccontare la prossima volta. |