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Sabato 04 Settembre 2010 18:41 |
Iniziamo da questo numero l’esame analitico della manovra regionale approvata lo scorso 6 agosto. Dall’analisi del testo emerge la possibilità che la Regione possa effettuare, su programmi vincolati, nuove assunzioni di contrattisti a progetto o lavoratori a tempo determinato
La manovra regionale che ha recepito le misure disposte dal governo nazionale per la riduzione della spesa pubblica ha fatto parlare molto di sé l’opinione pubblica, visti i maldipancia che in consiglio regionale e nella maggioranza essa ha comportato. Evento raro per un consiglio che in questi quattro anni ha seguito il Presidente Iorio in modo completo e senza sussulti.
Ma al di là del dato politico, comunque rientrato con il voto finale sul testo voluto da Iorio, la manovra regionale non è invece molto conosciuta nel suo articolato specifico e tecnico. Il Settimanale del Molise inizia pertanto l’esame più circostanziato del testo, cercando di evidenziarne gli aspetti di rilievo ed evidenziarne il reale impatto sulla spesa pubblica regionale. Analizzeremo il testo, che riportiamo nelle parti di interesse, articolo per articolo, aggiungendo un commento di esplicazione e di chiarificazione per i lettori. Tralasciando l’articolo1, di principi generali, partiamo dall’articolo 2 recante disposizioni in materia di personale Articolo 2 comma 1 1. Ai sensi dell‘articolo 6, commi 7 e 20, della Manovra nazionale, a decorrere dall‘anno 2011 la spesa annua per studi e incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a studi e incarichi, di qualsiasi natura, conferiti a pubblici dipendenti, imputabile distintamente alla Giunta regionale ed alle strutture ad essa facenti capo, ivi comprese le fondazioni, nonché al Consiglio regionale ed alle strutture ad esso facenti capo, non può essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta nell‘anno 2009. Dalla predetta misura è esclusa la spesa per gli incarichi previsti all‘articolo 2 del regolamento regionale 3 gennaio 2002, n. 1. Il primo comma adegua la regione Molise, che non è stata obbligata dal governo nazionale ad effettuare tali riduzioni di spesa, alle previsioni di taglio alle consulenze previste dal ministro Tremonti. La regione,evidentemente. punta al meccanismo premiale che il governo ha definito in favore di quelle regioni che volontariamente adottano le riduzioni. Un meccanismo in base al quale una quota del 10% dei trasferimenti erariali viene devoluta alle regioni che abbiano disposto tagli a consulenze e incarichi. In ogni caso la regione non si adegua in toto: sono esclusi, infatti, gli incarichi e le consulenze del Presidente della Giunta. Riportiamo infatti il testo del regolamento 1 del 2002, richiamato dalla manovra regionale, che disciplina l’ufficio del Presidente della Giunta. “Il Capo di Gabinetto svolge le funzioni di Dirigente del Servizio, nei termini di cui all'art.23 della Legge Regionale n.7/1997, avvalendosi della propria autorità operativa, con funzioni di Segreteria Tecnica, e dei seguenti Uffici: Servizi Generali; Comunicazione Istituzionale; Rapporti Istituzionali; Attuazione del Programma di Governo. A supporto delle attività proprie del Gabinetto, il Presidente può nominare suoi Consiglieri, nel numero massimo di cinque, con competenze professionali nei seguenti campi: a) comunicazione istituzionale e strategica; b) ricerca, sviluppo e programmazione economica; c) giuridico; d) amministrativo-gestionale; e) economico; f) relazioni internazionali; g) federalismo fiscale e tributario; h) utilizzo fondi comunitari. L'incarico di Consigliere è conferito dal Presidente, a soggetti in possesso di notevole e specifica esperienza professionale. Ai Consiglieri del Presidente, se esterni all'Amministrazione regionale, sulla base di un contratto individuale di diritto privato, è attribuito un compenso massimo annuale lordo di pari alla retribuzione massima tabellare, (comprensiva dell'indennità di posizione, spettante ai Dirigenti regionali responsabili di Servizio), oltre al rimborso delle spese per missioni e trasferimenti secondo le misure in vigore. Gli incarichi su descritti, in ogni caso, hanno termine con la cessazione del Presidente della Regione. Il Presidente potrà, altresì, nominare un proprio portavoce le cui funzioni, compiti e responsabilità saranno definite nel decreto di nomina. Inoltre potrà dotare, in base alla Legge n.150/2000, l'ufficio stampa di due unità esterne. Essi dovranno possedere i requisiti di cui alla Legge n.150/2000. Il rapporto giuridico delle figure esterne è uniformato alla figura esterna prevista per la segreteria politica del Presidente. Il livello e la funzione saranno definiti dal contratto che definirà il rapporto. Gli incarichi delle unità esterne e del portavoce hanno termine con la cessazione del Presidente della Regione” . Parliamo quindi di un capo di gabinetto, di 5 consiglieri del Presidente con compenso da dirigente regionale, di un portavoce e di due addetti all’ufficio stampa. Queste staff non viene tagliato e viene lasciato invece integro. Il costo complessivo di questo staff della Presidenza sicuramente è superiore al milione di euro annuo. Applicando la riduzione anche a tale organismo ci sarebbe stata, quindi, una riduzione di spesa sicura di almeno 800.000 euro. Bisogna ora verificare se il Ministero del tesoro, vista l’esclusione consentirà comunque al Molise di poter usufruire dei fondi premiali per le regioni che si sono adeguate alla manovra nazionale. Anche perché nel prosieguo dell’esame della manovra vedremo come molte altre consulenze ed incarichi fiduciari siano di fatto sottratti alla scure dell’ abbattimento. Articolo 2 comma 2 Ai sensi dell‘articolo 9, comma 28, della Manovra nazionale, a decorrere dal 1°gennaio 2011, l‘amministrazione regionale può avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, secondo quanto previsto dalla vigente legislazione in materia, nel limite del 50per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell‘anno 2009. La spesa per personale relativa a contratti di formazione lavoro, ad altri rapporti formativi, alla somministrazione di lavoro nonché al lavoro accessorio di cui all‘articolo 70, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, non può essere superiore al 50per cento di quella sostenuta per le rispettive finalità nell‘anno 2009. Sono comunque escluse dai limiti di cui al presente comma le spese relative a contratti a tempo determinato e ad incarichi di collaborazione per l‘attuazione di progetti di ricerca, di studio, di assistenza tecnica, a carico di finanziamenti comunitari o nazionali vincolati, ivi comprese le strutture di valutazione di cui alla legge n. 144/1999. 3. Le società non quotate, controllate direttamente o indirettamente dalla Regione Molise, adeguano le loro politiche assunzionali ai principi di cui all‘articolo 9 della Manovra nazionale. Con apposita direttiva indirizzata ai rappresentanti della Regione negli organi di indirizzo e di amministrazione delle predette società, la Giunta regionale definisce criteri e modalità applicativi del presente comma. Parliamo in questo comma dei cosiddetti precari della pubblica amministrazione regionale, a volte co.co.pro da 1000 euro al mese a volte professionisti di lusso con compensi superiori ai 100.000 euro annui. Anche in questo caso la regione Molise, su base volontaria, si adegua a quanto stabilito dalla manovra nazionale di Tremonti. Ma al solito con robuste eccezioni. I co.co.pro e gli incarichi a tempo determinato sono ridotti della metà, in buona sostanza, ma non vengono toccati dalla riduzione gli incarichi per progetti di studio, ricerca e assistenza tecnica derivante da finanziamenti comunitari o nazionali vincolati, incluso il nucleo di valutazione operante presso l’assessorato alla programmazione di Gianfranco Vitagliano. Questa previsione, in pratica svuota la portata dei tagli di quasi tutto il loro effetto. Perché il bilancio della regione Molise non prevede alcuna divisione di spesa in base alla origine dei fondi. Non esiste una posta di bilancio speciale perché i fondi sono arrivati da un finanziamento dell’Unione europea o da programmi nazionali vincolati. Tutto il bilancio regionale è vincolato, altrimenti non sarebbe neanche un bilancio. E tutti i cocoproe i precari in qualche modo, agevolmente o meno, possono rientrare nella previsione salva tagli. E’ovvio che le strutture di assistenza tecnica dei Por non avranno difficoltà a far valere l’esimente della manovra regionale, cos’ come il nucleo di valutazione, essendo citati espressamente. Ma anche un cocopro assunto presso un assessorato alla fine potrà trovare qualche spazio nella previsione del secondo comma dell’articolo 2 della manovra. C’è poi un’altra valutazione da fare. Ammesso e non concesso che possa essere chiaro quali siano questi fondi nazionali e comunitari vincolati (e sarebbe importante che lo stesso assessore alla programmazione, in sede di attuazione della legge emanasse una circolare in cui si chiarisce chi è dentro e chi è fuori) è evidente che si voglia intendere quell’attività strumentale all’attivazione di investimenti pubblici. Con questa previsione della manovra si induce la macchina amministrativa a puntare su consulenze all’interno di progetti di investimento, con l’effetto macroeconomico di svuotare programmi di costruzione di infrastrutture (basti pensare ai fondi Fas, che dovrebbero rientrare tra quelli da considerare vincolati) per incrementare la spesa pubblica corrente (una consulenza ed un incarico ad personam, con tutto il valore professionale che può aversi non è comunque assimilabile alla costruzione di una strada; in termini tecnici non si realizza un bene capitalizzabile, ossia tale da incrementare il valore patrimoniale di cui dispone la comunità molisana). La manovra quindi lascia la porta aperta ad un possibile ulteriore incremento delle spese per incarichi e consulenze. Basta considerare la spesa derivante da un non meglio finanziamento comunitario o nazionale vincolata perché la stessa possa essere autorizzata. Infatti la tecnica della legge non prevede controlli terzi che possano sindacare cosa è finanziamento vincolato e cosa no. E quindi questo da la possibilità all’organo esecutivo di poter decidere di volta in volta cosa è vincolato e cosa non lo è, ed in base a questa previsione assumere o meno altri precari o lavoratori a tempo determinato. |
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