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La misura 1.2.3 del Por " Società dell’Informazione" stanzia 220.000 euro per far parlare tra di loro i dipendenti di Comuni e Province (chatting), per scaricare video e foto e per dotarli di una casella di posta elettronica
Continuando ad analizzare il progetto della Regione Molise, finanziato per oltre 20 milioni di euro nel solo periodo 2000-2006 con i fondi europei denominato "Società dell’Informazione", troviamo una misura che, benché non di grandissime dimensioni finanziarie, comporta più di qualche peculiarità. Ricordiamo che l’intero progetto "Società dell’Informazione" viene gestito per conto della Regione dalla sua controllata Molise Dati e che il documento conclusivo del progetto, almeno per la fase 2000 - 2006, è stato redatto proprio dalla Molise Dati.
La misura che esaminiamo in questa sede si chiama "Servizi infrastrutturali per le applicazioni di rete". Ha il compito di fornire applicazioni di rete alle Province ed ai Comuni molisani. Le applicazioni di rete sono la posta elettronica, un servizio di Voip, ossia di comunicazione telefoniche o video attraverso l’utilizzo dei computer, e servizi di Instant Messaging, meglio conosciuti come chat. Si tratta a dire il vero di servizi reperibili senza troppa difficoltà su internet con il semplice utilizzo di software gratuito, Voip incluso (il servizio è fornito dalla società che ha inventato il voip, Skype). Come che sia l’azione prevede per la posta elettronica due tipi di servizi: per le Province e i Comuni maggiori, che hanno già un loro mail server, l’azione regionale provvederà ad inviare email ad enti esterni, mentre quelle interne continueranno ad essere gestite dal server dell’ente. Il perché questa distinzione non è chiaro. Meglio disporre per ciascuna posizione di un’unica casella di posta elettronica, con un’unica identificazione. Per i Comuni senza mail server interno, il progetto invece fornirà delle caselle di posta elettronica ad utilizzo pieno (del genere, pensiamo noi, "giuseppe@comunediroccacannuccia. it"). Il servizio, si legge nel progetto, "prevede di rendere disponibili agli utenti un servizio di directory in grado di associare gli aspetti anagrafici della persona con il relativo ruolo in termini di organigramma dell’ente, gli uffici di appartenenza e l’ubicazione, per agevolare la preparazione e la distribuzione di documenti interni". Un servizio che oggi, ad esempio, offre gratuitamente Google con la possibilità di abbinare alla casella di posta (gmail.com) un profilo o, se si vuole, materiali fotografici o video. Altro servizio previsto dall’azione è la videoconferenza per attività di gruppo che, spiega in modo didascalico il documento della Regione, "permette agli utilizzatori, distanti fisicamente, di annullare le distanze". Spiega poi il documento che "per realizzare un servizio di video conferenza servono infrastrutture specifiche". Quali siano però queste infrastrutture specifiche il documento non lo illustra. Oggi però con un sistema di web cam collegate ai computer e con una buona connessione a banda larga si può probabilmente, e con una spesa assai modica, ottenere lo stesso risultato. Troviamo poi il servizio voce e trasporto di comunicazioni dirette tra utenti che "mediante software specifici consentono servizi di trasporto vocali e di comunicazione diretta in viva voce". Stiamo parlando essenzialmente di Voip ossia Voice Over Interne Protocol, la cui applicazione base, ancorché richiedente un minimo di conoscenze tecniche, è installabile gratuitamente su un qualsiasi computer dal sito che ha inventato questo sistema, ossia Skype, oggi facente parte del gruppo di aste online Ebay. Il vantaggio dell’utilizzo di questo sistema di comunicazione risiede nel fatto che non si paga la telefonata, ma si sfrutta la connessione già esistente tra due computer. Interessante è un altro servizio offerto dal progetto, ossia quello di "web streaming". "Sarà realizzato – si legge- un servizio di web video streaming su piattaforma Microsoft Windows. Il servizio sarà in grado di fornire streaming di audio, canali radio, audio prerecorded, video e live video. Gli utenti accederanno al servizio dalle pagine dei servizi web tramite client Real One Player o Windows Media Player, saranno disponibili on line direttamente attraverso il centro servizi". Il punto qual è? Che Real One Player o Windows Media Player sono software gratuiti per visualizzare video. Si scaricano con facilità e semplicità da qualsiasi computer connesso a internet. Non si accede tramite loro alle pagine web, ma per il loro tramite si visualizzano i contenuti video. La piattaforma Microsoft Windows non è una piattaforma, ma un sistema operativo che fa funzionare il computer con interfacce comprensibili e non è direttamente connesso alla navigazione web. Tra l’altro non è l’unico sistema operativo per far girare un computer. C’è Linux ad esempio che è gratuito. Per vedere i video o, nobilitandosi, disporre di un servizio di web streaming basta andare su You Tube, per dirne una, o su qualsiasi sito, anche di informazione, che offre contenuti audiovisivi. Il tutto in forma rigorosamente gratuita. Ultimo servizio di questa azione progettuale è quello di instant messaging, condivisione e videoconferencing (che però già abbiamo trovato prima). "Trattasi di consentire, a tutti gli utenti autorizzati, l’accesso al sistema tramite web browser (che sarebbe Internet Explorer, per capirci, software di navigazione gratuito di Windows, anche in questo caso non è l’unico disponibile) per verificare la presenza di altri utenti, comunicare (chatting) in tempo reale, attivare una sessione in tempo reale di audio/video conferencing con condivisione di applicazioni, broadcasting (trasmissione in italiano) di oggetti, chatting di sessione, organizzare sessioni di videoconferencing schedulate (orribile italianizzazione dall’inglese to schedule, ossia programmare, fissare una data), accedere a sessioni registrate. In pratica si tratta di organizzare una grande chat per tutti dipendenti comunali e provinciali destinatari del progetto, con possibilità di scambiare foto e video o, tramite una web cam, avere anche una comunicazione diretta in video e voce. Tutto questo oggi ha un nome ed è gratuito: si chiama Face book. Come che sia la Regione Molise ha deciso che anche una chat può avere una valenza istituzionale e ha investito delle somme su questa idea: il costo dell’intera azione è pari a 220.400 euro. |