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Operai cantonieri di Isernia e la verità sul tavolo prefettizio : la lotta deve continuare !

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Al tavolo tenutosi in Prefettura il 22 novembre scorso (presenti, oltre al PCL Molise, il CSA e Comitato Cantonieri, anche l’ANCI Molise, l’assessore regionale Veneziale) il Presidente Coia ha esordito asserendo che il rifiuto di rinnovare l’assunzione part time e a tempo determinato dei 33-34 cantonieri non è una scelta politica ma deriverebbe da “impedimenti tecnico-giuridici”, che però non ha saputo specificare, se non nei soliti panegirici che va ripetendo da marzo, circa presunti “pareri contrari della Funzione Pubblica e della Corte dei Conti” , di cui all’incontro stesso si è preso atto che non v’è traccia.
In realtà tutta questa fuffa – dal tipico stile renziano- è stata montata su un presunto e sicuramente temerario “esposto anomino”, peraltro di “sospetta” provenienza, che dunque non ha alcun rilievo (e di ciò ne ha preso atto anche l’assessore Regionale Veneziale presente all’incontro).
Chiarito questo, come da dettagliata relazione depositata al tavolo prefettizio dal PCL MOLISE, CSA e Comitato Cantonieri, il Presidente Coia, unitamente al Prefetto ed agli altri convenuti, è stato reso edotto che l’assunzione a tempo determinato dei cantonieri può effettuarsi ai sensi del comma 2 e 5 ter del D. Lgs. 165/2001 “per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale” . D’altro lato senza tali rinnovi i mezzi provinciali rimarrebbero inutilizzati anche con danno erariale (come da tabella depositata al tavolo), a parte disservizi e costi maggiori derivanti dalla privatizzazione.
In quanto al limite dei 36 mesi che sarebbe “violato”, abbiamo chiarito come esso fosse derogabile ai sensi dell’art.5 comma 4 bis del D. gs.368/2001, con accordo sindacale anche aziendale e/o territoriale, nonché ai sensi dell’art.1 comma 7 terzo periodo del D. L. 78/2015 convertito in Legge 125/2015 che sino al 31/12/2016 consente di farlo per dette esigenze anche senza il predetto strumento. Tutto ciò confermato anche da reiterati pareri della Funzione Pubblica ivi citati: dunque gli unici pareri che esistono sono quelli a favore della nostra proposta!
Abbiamo inoltre reso edotti i convenuti anche l’esistenza dell’altra condizione di legge, dato che la stessa Provincia ha già accertato l’equilibrio della parte corrente del bilancio.
Vieppiù: abbiamo esposto l’analisi del bilancio da dove si evince che un mese di assunzione dei 33 cantonieri part time (circa 35 mila euro) impatta solo per lo 0,07 % sul totale delle entrate correnti (circa 17 milioni di euro, peraltro aumentate di oltre 3 milioni rispetto al 2015), con copertura finanziaria esistente sui capitoli appositi (n.125-3 e 118-16), addirittura utilizzando i soli residui 2015 (circa 120 mila euro) oltre che la risorsa di competenza sciaguratamente spostata sul capitolo della privatizzazione per circa 132 mila euro (cap. 125-2).
E ancora: abbiamo indicato altre risorse per i cantonieri nelle somme di entrata vincolate per legge alle spese correnti della viabilità e neve, per almeno 1 milione e 202 mila euro (cap. 210-16 e 275), ed altri 3 milioni e 144 mila euro vincolati alle spese correnti delle due funzioni fondamentali di scuola e viabilità. Domanda: quale è stata la loro destinazione effettiva visto che dal bilancio non pare vi sia corrispondenza con le uscite correlate- vincolate, salvo cortese smentita,?
E poi ci pare strano che per le funzioni fondamentali dei cantonieri non vi siano “coperture” per cifre minime nel contesto, mentre si calcolano circa 300 mila euro per “servizi di staff” e circa 800 mila euro per premi produttivi e accessori per vertici ed apicali.
A questo punto il Presidente Coia ha iniziato a “menare il can per l’aia”: fallito l’espediente dell’ inesistente “parere contrario della Corte dei Conti”, ha letto – errando gravemente- il 1 e 2 periodo del comma 9 art.4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, per cui “le assunzioni da noi chieste potevano farsi solo in previsione di concorsi” e dato che la provincia non li può fare l’ipotesi si esclude.
Ma senza accorgersi di aver preso l’ennesima cantonata, cioè che noi avevamo citato l’altro periodo da lui ignorato,– il terzo - che invece parla proprio delle province a cui è al momento inibita la procedura concorsuale. Sic !
Non solo: tali assunzioni di cui all’art.36 del D. Lgs 165/2001 riguardano proprio i casi di unità non previste in organico, cioè per esigenze temporanee e eccezionali) !
Dunque: a parte le volgari offese e minacce di spropositate querele mostrando insofferenza alle legittime critiche e assenza di argomenti degni di nota, il Presidente Coia non ha fornito alcun elemento per dimostrare la motivazione “tecnica” del suo rifiuto.
Né il Prefetto ha inteso prendere posizione in merito, e ben poteva assumerla trattandosi di piano giuridico.
In ogni modo, visto che Coia continua ad asserire di non avere una antisociale volontà politica, gli offriamo di nuovo la possibilità di ravvedersi e perciò depositeremo (con il CSA e il comitato operai cantonieri ed altre associazioni) di nuovo la proposta per le assunzioni de quibus, alla luce di quanto sopra dettagliandola ancora meglio sotto il profilo tecnico-giuridico e finanziario.
Ferma restando che trattasi solo di soluzione temporanea da noi ricercata, pur nell’ambito di un ordinamento ostile ai lavoratori, e solo per rispondere alle immediate e quotidiane esigenze dei lavoratori e del servizio.
Per questo la lotta andrà avanti. E non solo per l’immediato. Ma anche e soprattutto per le altre soluzioni di rapporto stabile già da noi prospettate, e che varieranno in base all’esito referendario, tenendo in conto che se vince il NO si crea una situazione favorevole per il servizio e per i 33 operai lasciati ingiustamente senza lavoro dopo anni d dedizione al delicato ed essenziale servizio pubblico.

Tiziano Di Clemente

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